ADL apre a Ibrahimovic e Mertens & Insigne si travestono da Maradona

Doppietta del belga e sono 116. Superato Diego Lorenzo entra, segna e abbraccia Ancelotti. Pace?

Necessità, sogni e sorprese hanno scandito l'immediata vigilia napoletana prima di infrangere il tabù austriaco. Scossa dall'annuncio di don Aurelio, che ha clamorosamente avvicinato anziché allontanare, il fenomeno Ibrahimovic: «Non è una suggestione ma un desiderio, ne stiamo parlando da mesi. Dipende soltanto da lui» che, tradotto in soldoni, significa rivedere quasi totalmente l'ingaggio faraonico che lo svedese percepisce in California. E poi spiazzata dal solito giochino di Carletto, leggasi turnover: undicesima formazione consecutiva diversa, con l'esclusione eccellente dai titolari di Insigne (in Champions due su tre in panchina per il capitano) e di Manolas, causa infortunio con la conseguenza che accanto al mister in panca si sono accomodati due centrocampisti, un portiere, quattro attaccanti e zero difensori.

La necessità, piatto forte della serata austriaca, era fare risultato a ogni costo contro i giovanotti del Salisburgo, modesta formazione tecnicamente parlando ma dai ritmi vertiginosi. Quelli che il Napoli ha patito dall'inizio perché, si sa, le squadre di Ancelotti preferisco l'andamento lento: vengono fuori alla distanza, come ieri (mettendo fine all'imbattibilità casalinga austriaca che durava da tre anni). Si era messa in discesa la gara, dominata dagli azzurri nei primi venti minuti, anzi da Ciro Mertens, indemoniato nel portare pressing e calciare a rete. Tre volte vicino al gol, la più redditizia delle occasioni è la seconda su assist impeccabile di Callejon: per il belga sono 115 e poi arriverà il 116, che non rappresentano numeri qualsiasi, significano semplicemente che ha raggiunto e superato Maradona nella classifica dei bomber di tutti i tempi. Gli sta davanti solo Hamsik, distanziato di cinque centri: si può fare già quest'anno.

Se Mertens ha fatto la differenza all'inizio, dopo il protagonista è stato Meret, portierino dalle doti innate e straordinarie, capace di stoppare tre volte con altrettanti miracoli i veementi attacchi austriaci. Si è dovuto arrendere nel primo tempo soltanto al rigore di Haaland, causato da uno sciagurato fallo difensivo di Malcuit. Fin quando sono stati sorretti dal fiato, gli austriaci hanno fatto la partita, poi Ciro ha piazzato la seconda botta e ha dato inizio ai fuochi d'artificio finali. Perché gli ultimi venti minuti sono stati da sballo, il Napoli è salito di tono con l'ingresso di Insigne e lo slittamento di Fabian Ruiz a sinistra. Ci ha messo del suo anche Koulibaly, con l'unica gaffe della serata: buca la palla e consente al diciannovenne Haaland di firmare la doppietta. Palla al centro e l'errore lo commettono i padroni di casa in fase difensiva, in cinque lasciano tempo e spazio a Insigne che prende la mira e buca Carlos. Trenta metri di corsa per abbracciare Carletto con tanto di bacio in fronte: i tre punti portano finalmente la pace e forse anche la qualificazione.