Adriano-Miami United è già finita: ecco le motivazioni

Adriano Leite Ribeiro, anni fa, era considerato uno dei più grandi giocatori in circolazione. Cresciuto nelle giovanili del Flamengo, nel 2001 l’Inter si accorge del suo talento e lo porta in Italia. Con la maglia nerazzurra ha messo insieme 177 presenze complessive e 75 reti al suo attivo

Adriano Leite Ribeiro, anni fa, era considerato uno dei più grandi giocatori in circolazione. Cresciuto nelle giovanili del Flamengo, nel 2001 l’Inter si accorge del suo talento e lo porta in Italia: colleziona 14 presenze complessive e segna una rete, da tre punti, in campionato contro il Venezia. A gennaio, la società nerazzurra lo cede in prestito alla Fiorentina con cui realizza 6 reti in 15 gettoni in Serie A. Nel 2002-2003 passa in comproprietà al Parma e si mette subito in evidenza con numeri importanti: 28 presenze in campionato e 15 reti, più due reti in due presenze in Coppa Uefa. Nel 2003-2004 parte ancora alla grande e segna 8 reti in 9 presenze con la maglia dei ducali, più una in Coppa Uefa. A gennaio l’Inter lo riporta alla base e il centravanti brasiliano risponde presenze marcando 12 centri in 18 match. Diventa l’idolo dei tifosi nerazzurri, che gli danno il soprannome di “Imperatore” e nella stagione successiva si supera siglando la bellezza 28 gol in 42 partite complessive: 16 in Serie A, 10 in Champions League e 2 in Coppa Italia. Nel 2005-06 segna ancora 20 gol in 47 presenze ma per il brasiliano, da lì a breve, inizierà il lento declino.

Nell’estate del 2004, Adriano perse il padre Almir, 44 anni, stroncato da un infarto: quello fu un duro colpo per il brasiliano che subì una sorta di depressione, riaffiorata a distanza di due anni. L’alcool e una vita sregolata al di fuori del campo di gioco fecero il resto e il classe 82 lasciò l’Inter nel gennaio del 2008 per fare ritorno in patria, tra le fila del San Paolo dove segnò 17 reti in 29 partite. A giugno dello stesso anno fa ritorno al club nerazzurro e vi rimane, per volere di José Mourinho, con cui il rapporto è altalenante per via del comportamento del brasiliano che nell’aprile del 2009 decide di far perdere le proprie tracce annunciando, qualche giorno dopo, la sua volontà di smettere per un periodo con il calcio giocato. Con l’Inter ha collezionato complessivamente 177 presenze e 75 reti, attualmente è ancora il marcatore nerazzurro più prolifico in Champions League con 18 reti all’attivo. Dal 2009 al 2014 ha vestito le maglie di Flamengo, Roma, Corinthinas, ancora Flamengo e Atletico Paranaense. Il 29 gennaio del 2016 viene ufficializzato il suo passaggio al Miami United, club statunitense militante nella NPSL, il quarto livello calcistico degli Stati Uniti. Viene presentato a marzo e 5 giorni fa, domenica primo maggio, gioca la sua prima e unica partita con la squadra americana, nella sconfitta rimediata, per 5-0, nel derby contro i Miami Fusion. La storia d’amore con il club americano, però, è già giunta al capolinea e si sono sentite diverse storie in merito: problemi di denaro, ripensamenti, tesseramenti mancanti, saudade e altre notizie infondate.

Una fonte vicina ad Adriano, però, ha voluto fare chiarezza raccontando la verità alla redazione di MLSsocceritalia.com: il calciatore brasiliano è stato semplicemente ingannato dal Miami United ed è per questo che il calciatore brasiliano ha deciso di fare le valigie e chiudere anzitempo la sua esperienza americana. Lo stipendio mensile di 30mila dollari, mai visto, i 15mila dollari promessi a ogni rete, la percentuale sulla vendita delle magliette, mai vista, e il primo stipendio posticipato sono state le cose che hanno fatto sorgere più di un dubbio ad Adriano che si è sentito preso in giro. L’ex Imperatore di Milano, dunque, ha preferito farsi da parte e tornare in Brasile, stufo di questa assurda situazione. L’attaccante brasiliano in carriera non è stato molto fortunato ed ha commesso anche diversi errori: non questa volta, però, perchè Adriano aveva tutte le buone intenzioni, qualcun altro no.