Affari Come si calcola il prezzo dell'Inter

Oltre ad essere una trattativa che catalizza l'attenzione del tifo nerazzurro, il passaggio dell'Inter al tycoon indonesiano Erick Thohir è anche e soprattutto una partita economica. Ma quanto vale davvero lo storico divorzio dei Moratti dall'Inter? Sono molte, ovviamente, le questioni su cui le parti si stanno confrontando e ridurre l'affaire alle cifre in circolazione, circa 380 milioni di euro per il 100% del gruppo, può essere fuorviante.
Una squadra di calcio, infatti, è una società a tutti gli effetti con un bilancio fatto di molteplici voci e asset, anche se spesso difficili da quantificare nel lungo periodo: uno su tutti il valore (spesso soggetto a cambiamenti) dei calciatori che fanno parte della rosa. Bilancio 2012 alla mano, e senza poter avere il riscontro della società che sul tema non commenta e non chiarisce, va detto che sulla trattativa hanno un ruolo rilevante i debiti in capo al club nerazzurro: i conti della società al 30 giugno 2012, gli ultimi disponibili, evidenziano che l'Inter ha debiti totali per 458 milioni di euro e crediti per 155 milioni. Cosa vuol dire questo? Che se la cifra in circolazione per il 100% del club nerazzurro è di 380 milioni (senza debiti), con i debiti il suo valore reale si aggira intorno ai 680 milioni. Il dato sale poi ad oltre 730 milioni se si considera che la perdita attesa nel 2013 (il bilancio si chiude il 30 giugno ma non è stato ancora approvato) è di circa 50 milioni di euro.
Detto questo, per definire meglio i contorni dell'operazione si possono tratteggiare due scenari: ovvero quello in cui chi acquisisce una società la compra facendosi carico anche dei debiti, o quello in cui chi vende lo fa «depurando» la società dal rosso accumulato negli anni. Nel primo caso, Thohir si prepara di fatto a staccare un assegno da 730 milioni, 300 milioni subito e il resto per fare fronte alle perdite. Nel secondo caso, Moratti si accolla debiti (350 milioni circa) e incassando circa 380 milioni di fatto va in pari, azzerando perdite, ma anche guadagni.
Insomma, i conti sono tutt'altro che fatti. E forse anche per questo la trattativa sembra prendere più tempo del previsto. Se è vero, infatti, che la società è in perdita (77 milioni nel 2012 e 50 milioni previsti nel 2013), ha anche un valore intangibile su cui si può trattare, quello che poi di fatto attrae grandi magnati a investire nelle società di calcio. Dai diritti tv, al marchio. Secondo Brand Finance il marchio della società nerazzurra, il cui valore è calato del 30% rispetto all'anno scorso, vale oggi 151 milioni di dollari. Tanto per fare un confronto, tra le italiane la prima è il Milan, con un marchio che frutta 263 milioni di dollari. Tornando all'Inter e ai suoi «beni», la società non possiede uno stadio proprio, ma ha tra gli asset da mettere sul tavolo alcuni immobili come il centro sportivo della «Pinetina» di Appiano Gentile che oggi vale tra i 15 e i 16 milioni di euro.