Ai giallorossi lo scudetto delle spese

Pallotta & C. hanno investito il doppio di Agnelli

Non sempre chi spende di più alla fine vince. Il match-scudetto tra Roma e Juve, ultima occasione per i giallorossi di riaprire un discorso che pare già chiuso, vede di fronte le due squadre che negli ultimi cinque anni hanno investito maggiormente in Italia. Nella stagione 2014/15, però, la Roma ha speso il doppio dei bianconeri per la prima volta dal 2010 ad oggi. 86 milioni di euro investiti nel mercato dai capitolini, 43 dalla Juventus, che ha colmato le spese con quasi 27 milioni di entrate, 15 in meno di quelli incassati dalla Roma per le cessioni dei vari Jedvaj, Dodò, Benatia, D'Alessandro.

La Roma, spendendo anche a gennaio ben 27,8 milioni di euro, ha provato a rinforzare la rosa per accorciare il gap tecnico e numerico con la Juve. Fin qui, però, gli arrivi di Spolli, Doumbia, Kevin Mendez, Pepin e il prestito oneroso di Ibarbo (da riscattare in estate) non hanno sortito gli effetti sperati, anzi. Differente, invece, il discorso per il club bianconero che a gennaio, esattamente come nelle ultime stagioni, ha ritoccato la rosa con gli innesti di Matri (in prestito) e Sturaro.

Ampliando però il confronto ai quattro anni precedenti, scopriamo che la Juventus, dal 2010 al 2015, ha speso sul mercato quasi il doppio dei giallorossi: 154 milioni di euro contro 86, guadagnando molto meno con le cessioni. Insomma, i bianconeri sono rimasti sempre sulla stessa lunghezza d'onda: la media 30-40 milioni di euro di acquisti a stagione hanno prodotto tre scudetti e una prima parte di stagione 2014/15 molto positiva. La Roma, che ha sempre venduto (Marquinhos, Lamela, Benatia ecc.) firme eccellenti per fare mercato, quest'anno ha invertito il trend: esborso notevole, incurante delle entrate, per provare l'assalto al Tricolore. E stasera ha l'ultima chance per dimostrare che questi sforzi non sono stati vani.

Commenti

Klotz1960

Lun, 02/03/2015 - 08:59

La juve ha investito di piu' sugli arbitri, inoltre. Si tratta di investimenti privilegiati, accessibili a pochi.