Allegri-Agnelli, il futuro è sempre a cena

Ore decisive per il destino bianconero. Con la festa scudetto sullo sfondo

Domenico Latagliata

e Davide Pisoni

La lunga attesa è iniziata di mattina presto, alle otto quando il presidente Agnelli è entrato alla Continassa. È finita a notte inoltrata con le voci di una cena in corso, ma senza avere conferme dalla società. Nel menù il futuro della Juventus con o senza Allegri. Questo è stato il giorno della verità, della resa dei conti. Di sicuro il sole di Torino, ieri pomeriggio, non ha fatto da cornice all'incontro tra Andrea Agnelli e Massimiliano Allegri, che dopo la serata post sconfitta al Wanda Metropolitano contro l'Atletico Madrid, avrebbero deciso di rimettere le gambe sotto il tavolo e tra una portata e l'altra verificare la reciproca volontà di andare avanti insieme. E se non è stato ieri sera, sarà stasera. Di sicuro la cornice non è stata la Continassa né prima né dopo l'allenamento che il tecnico livornese ha regolarmente diretto fino alle 17,30.

Difficile che la corda venga tirata ancora per molto: non è nello stile Juve e non conviene a nessuno, pur se è vero che domenica sera i bianconeri sono attesi alla festa scudetto allo Stadium, dove affronteranno l'Atalanta e dove vorranno festeggiare con i propri tifosi la conquista dell'ottavo scudetto di fila. Il quinto di Allegri: non bruscolini, certo che no. E però la situazione ormai è quella che è: dalla conferma post Ajax in avanti i rapporti sono diventati un po' stiracchiati, le frecciatine non sono mancate né da una parte e nemmeno dall'altra fino all'affermazione domenicale dello stesso Nedved secondo cui «chi vivrà, vedrà». Sul tavolo, per riepilogare, ci sono un contratto in scadenza nel 2020 da rinnovare (e magari da adeguare economicamente, ma non è questo il punto) e una strategia da mettere a punto per migliorare il gruppo: Allegri vorrebbe non proprio una rivoluzione ma una sostanziale opera di rinnovamento e ringiovanimento che riguarderebbe innanzi tutto la difesa ma non solo, pensando anche di rinunciare per esempio a Cancelo, Dybala, Douglas Costa e persino Mandzukic, fino a un paio di mesi fa suo fedelissimo. Dall'altro lato l'idea sarebbe invece quella di puntellare la squadra, ritenendola già all'altezza dei top team.

In queste settimane si è voluta testare da parte del tecnico livornese la fiducia nei suoi confronti della società. A sua volta il club ha voluto capire la reale volontà di Allegri di rimanere sotto la Mole. Anche perché l'allenatore di Livorno si sarebbe visto recapitare un'offerta clamorosa da 15 milioni di euro dal Psg. Alla Juve nell'ipotizzare un piano B sono stati accostati tanti nomi. Guardiola il sogno proibito (ieri però Rivaldo ha detto di immaginarlo di nuovo in Spagna di qui a breve), Pochettino segue a ruota (ma pare voglia 20 milioni l'anno: follia), Deschamps è nome che acchiappa ma non troppo così come Simone Inzaghi, mentre Conte pare fuori causa. Non resta che attendere. A meno che sia tutto un bluff e che la coppia Agnelli-Allegri si stia divertendo un mondo a vedere l'effetto che fa.