Allegri a Dortmund per battere Conte

Se il tecnico centrerà la qualificazione ai quarti di Champions cancellerà definitivamente il fantasma del predecessore

Voleva vincere 1-0 contro il Sassuolo: fatto. Voleva tornare da Palermo con i tre punti e senza subire reti: fatto. Adesso vuole andare a Dortmund a «segnare due gol, perché credo che per passare il turno lo si debba fare. Serviranno equilibrio e un pizzico di fortuna». Benvenuti alla settimana decisiva della Juventus: in partenza per la Germania con rinnovate certezze, il morale bello alto, Morata al settimo cielo, Pogba fresco e riposato, Tevez sempre su di giri. Tutto bene per non dire benissimo, ecco: scudetto imperdibile, piazza serena e desiderosa di fare un bel passo in avanti pure in Champions. Lo sanno anche i sassi: se mercoledì sera la Juventus si qualificherà per i quarti di Champions, anche gli ultimi nostalgici di Conte dovranno ammettere che la stagione attuale riserverà soddisfazioni forse inimmaginabili lo scorso luglio, quando Antonio da Lecce prese il cappello e l'arrivo di Allegri a Torino avvenne tra pernacchie e insulti assortiti. Otto mesi dopo, basta andare sui forum bianconeri per prendere atto dell'aria positiva che circonda la Juve di oggi: tornare dal Westfalenstadion con il pass per la Top 8 europea significherebbe affrancarsi una volta per tutte dalla Signora dell'ultimo triennio e fare anche un bel favore alle casse societarie, desiderose di ricevere i 3,9 milioni di euro garantiti dall'Uefa a chi raggiunge tale traguardo. Soldi cui andrebbero poi aggiunti quelli dei botteghini, del market pool televisivo e dei bonus dei vari sponsor: non proprio bruscolini.

Avanti, allora. Con discreto ottimismo, anche. Pur se diminuiscono le speranze di vedere all'opera Pirlo, il cui problema al gemello mediale della gamba destra è risolto sì ma non del tutto: le sensazioni del numero 21 non sono ancora ottimali e pare quindi che al massimo lo si possa vedere in panchina. Toccherà quindi ancora a Marchisio pilotare la nave, ignorando la fatica dei 2995' trascorsi finora sul prato (più di lui, solo Bonucci e Buffon) e semmai augurandosi che il riposo (per squalifica) goduto sabato da Pogba contro il Palermo riesca a mascherarne eventuali cali di zuccheri. Del resto lì in mezzo non c'è al momento grande abbondanza perché, al di là di una caviglia malconcia, Sturaro non verrebbe certo incaricato di un compito così delicato: il reparto sarà poi completato da Vidal e Pereyra, con quest'ultimo eventualmente rispedito in panchina nel caso in cui venisse miracolato Pirlo, fermo proprio dal match di andata del 24 febbraio scorso. In attesa di capire se Allegri sceglierà la difesa a tre o a quattro (favorita), dubbi invece non ce ne sono circa la coppia d'attacco: se da Tevez non si è mai potuti prescindere da due anni a questa parte, da Morata non lo si può fare da un paio di mesi. Troppo più giocatore rispetto a Llorente, è arrivato a dieci gol stagionali grazie alla perla di Palermo: al Borussia ha già fatto male all'andata e mercoledì avrà in teoria ancora più spazio per scatenare tutto il suo talento. Con quella faccia da ragazzino impertinente, potrebbe combinarne davvero delle belle.

Elisa Di Francisca torna a vincere in coppa del mondo di fioretto. A L'Avana, l'olimpionica ha battuto la russa Deriglazova 15-5.Successo che mancava in Coppa dal 6 giugno 2012 a San Pietroburgo. Negli ultimi tre anni Di Francisca ha vinto i Giochi di Londra 2012, Europei 2013 e 2014. Valentina Vezzali ha chiuso al 5° posto.