Allegri: "Juve più forte? No, soltanto diversa..."

La Fiorentina prima avversaria dei campioni «Che errore pensare che lo scudetto sia già nostro»

Comincia nel pomeriggio la Roma. Prosegue in serata la Juventus. In attesa del Napoli, domani. Via al gran ballo, insomma: con la favorita numero uno, obbligata a vincere sempre, che chiuderà la giornata inaugurale ospitando la Fiorentina. Match subito nobile, con i viola però protagonisti di un precampionato quasi disastroso e una Signora che in casa propria è abituata a non regalare nulla. Quando Buffon e compagni scenderanno in campo, la Roma avrà già assaporato il gusto della prima volta: all'Olimpico ci sarà stata l'Udinese, in un'atmosfera probabilmente fredda perché i tifosi giallorossi non si sono scaldati per nulla in questa strana estate. I rapporti con il presidente Pallotta non sono certo dei migliori, la partenza di Pjanic ha fatto il resto e non è che poi sia arrivato chissà chi: «Al suo posto abbiamo Strootman e Paredes, che sono entrambi più forti di chi se n'è andato così Spalletti -. Ho una squadra forte, ma dobbiamo essere grandi subito. Juve irraggiungibile? Noi vogliamo vincere tutte le partite e montare sopra tutto ciò che passa, ma poi bisogna confrontarsi con le altre». Vuole una squadra che non si accontenti e che non abbia alibi, Spalletti: oggi potrebbe anche giocare Totti dal primo minuto, certo però non per fargli un regalo. «Non faccio la formazione per accontentare qualcuno. Quelli che vengono con il musino perché non hanno giocato, non rigiocheranno nemmeno la prossima se non avranno fatto le cose per bene».

Patti chiari e amicizia lunga, dopo i pasticci dell'anno scorso. Pure Allegri ha messo i suoi in guardia, visto il disastroso incipit della stagione passata che aveva fruttato la miseria di dodici punti nelle prime dieci partite, salvo poi infilare 25 successi in 26 gare. «Guai a pensare che lo scudetto sia già nostro, nel calcio non si sa mai. Più forti dell'anno scorso? Diversi, per le caratteristiche dei giocatori che sono arrivati». Tutti con più tecnica rispetto a chi è andato via, anche se proprio Pjanic oggi non dovrebbe essere titolare a causa della botta all'anca presa a Villar Perosa a metà settimana: non ce la facesse il bosniaco, spazio a Lemina in cabina di regia pur senza dimenticare Hernanes. Quanto a Higuain, la sua rincorsa ai 36 gol della stagione scorsa comincerà dalla panchina: «In questo momento è come se avessimo due squadre in una: alcuni ragazzi lavorano da quaranta giorni, altri da meno di venti. Higuain è migliorato molto nell'ultima settimana: non è arrivato in ottime condizioni, ma ha segnato a Villar Perosa e va bene così». Intanto è stato messo a dieta e comunque al fianco di Dybala («diventerà uno dei tre giocatori più forti al mondo») stasera ci sarà Mandzukic. «Le prime partite avranno bisogno di un approccio caratteriale forte, perché cinque giocatori nuovi non sono pochi e alcune certezze arriveranno solo con il tempo. Dobbiamo fare tesoro di quanto successo l'anno passato: l'inizio stagione è complicato di suo, la Fiorentina non ha cambiato nulla e in questo senso sarà avvantaggiata».

Dopo di che, Juve certamente in prima fila con il campionato: «Le nostre avversarie saranno Inter, Roma e Napoli, non per forza in quest'ordine. Partiamo tutti da zero punti in classifica: meglio non dimenticarlo». Così come non va dimenticata la partenza di Pogba, già metabolizzata grazie a un mercato sfavillante. Anche questa è la forza della Juve, capace di non legarsi troppo ad alcuno ma di avere in testa sempre e solo il bilancio e i trofei da alzare al cielo. Comunque sia, su il sipario.