Le altre sfide La carica dei nuovi ricchi

Il 14 settembre 2005 l'Udinese debuttava nella fase a gironi di Champions affossando il Panathinaikos con una tripletta di Iaquinta. Nello stesso giorno l'Anzhi superava di misura il Chkalovets-1936 di fronte a 300 spettatori nella B russa. Sette anni dopo il mondo si è capovolto: nell'Anzhi giocano Eto'o, Zirkhov, Boussoufa, Lassana Diarra. L'allenatore è Guus Hiddink, il direttore sportivo Roberto Carlos.
Di fronte a tale abbondanza, all'Udinese non rimane che recitare la parte della sfavorita. È il nuovo che avanza, sempre a suon di milioni. Il nuovo El Dorado è a Est, dove il mondo del pallone aiuta a mettere sul mappamondo realtà finora sconosciute. Il Daghestan dell'Anzhi Makhachkala appunto, ma anche il Tatarstan del Rubin Kazan, che questa sera rende visita all'Inter a San Siro. Senza dimenticare la Cecenia con il suo Terek Grozny primo nel campionato russo. Calcio come propaganda per dimenticare terrorismo, repressione, miseria.
Il proprietario dell'Anzhi Suleyman Kerimov, miliardario daghestano dalla fonte di reddito imprecisata, versa a Eto'o uno stipendio annuo di 20 milioni di euro. Di calcio però ne capisce, perché attorno al camerunese ha costruito una squadra con i fiocchi. Davanti c'è il pennellone ivoriano Lacina Traorè, 18 reti lo scorso anno con il Kuban Krasnodar; in mediana abbondano i piedi buoni grazie al brasiliano Jucilei e ai marocchini Boussoufa (scuola Ajax) e Carcela Gonzalez, mentre dietro la coppia Joao Carlos-Samba è una diga. Poi la sapienza tattica di Hiddink, e infatti nei primi tre turni preliminari di Europa League l'Anzhi non ha incassato un solo gol, segnandone 15. E intanto a Makhachkala si progettano sette nuovi centri sportivi con scuole calcio per bambini, più la nuova avveniristica "Anzhi Arena". Costo totale: 25 milioni di dollari. Quando due anni fa Kerimov annunciò che avrebbe trasformato l'Anzhi «in un nuovo Real Madrid», non stava delirando.
Nuovi ricchi ma non solo nel giovedì di coppa italiano. Il Tottenham Hotspur che ospita la Lazio è quanto di più classico ci sia. Attenzione al dente avvelenato dei londinesi: avrebbero dovuto essere in Champions, ma il Chelsea gli ha soffiato il posto vincendo la coppa. Sfida morbida invece per il Napoli contro gli svedesi dell'AIK Solna. «Giocheranno quelli che sono stati poco impiegati fino ad ora - ha anticipato Mazzarri -. Anche se dopo la nostra splendida stagione in Champions, tutti ci rispettano e ci aspettano come squadra da battere. Questo è un motivo di orgoglio per me, il mio staff, i ragazzi e l'intera società per questi tre anni straordinari di crescita. Ma è anche un motivo per essere sempre attenti ad ogni particolare al fine di essere all'altezza delle aspettative».