Altri 4 anni per blindare Pjanic

RomaUn anno fa era finito ai margini della Roma di Zeman e stava già indirizzando i suoi 23 anni verso un altro progetto. Oggi Miralem Pjanic è vicino al rinnovo con i giallorossi: radio mercato parla per la fine di gennaio di un possibile prolungamento di 4 stagioni del contratto in scadenza nel 2015 con aumento di ingaggio fino a 3,2 milioni di euro e pare con una robusta clausola rescissoria. A Trigoria, dove difficilmente filtrano spifferi di questo tipo, nessuno smentisce compreso il diretto interessato.
Il «pianista» (così è soprannominato il centrocampista ex Lione) è uno dei pilastri del progetto di Rudi Garcia, che ne ha preteso a tutti i costi la conferma durante l'estate scorsa, quando sembrava già cosa fatta la cessione al Tottenham per fare cassa. «Meglio dar via Lamela», sentenziò invece l'allenatore francese, tenendosi stretto il suo pupillo. A lui, globe trotter per eccellenza (doppia cittadinanza, lussemburghese e bosniaca, e sei lingue parlate in modo fluente), piacerebbe fermarsi nella Capitale. Anche se le sirene del Psg non smettono di suonare. «È un ottimo calciatore - ha dichiarato Al Khelaifi -, ma non credo che la Roma lo farà partire a gennaio...». Come dire, lo sceicco ci riproverà in estate.
Pjanic, intanto, pensa solo alla Juventus. Non a caso è rientrato in anticipo dalle vacanze per allenarsi un giorno in più. «Quella bianconera è una squadra molto forte, ma noi non abbiamo paura - ha confidato ai media del suo paese -. Sarà una grande partita e noi vogliamo vincerla per portare a casa punti preziosi». Domenica allo Stadium di Torino Pjanic vorrebbe lasciare il segno, essendo ormai uno degli insostituibili del solido centrocampo giallorosso. Lo ha già fatto nella serata migliore della sua stagione esaltante: la doppietta al Napoli con due punizioni siglò l'ottava «sinfonia» della Roma che giunse a 3 giorni dalla storica qualificazione mondiale con la Bosnia.
Intanto Garcia nasconde l'allenamento della mattina e risparmia per la pioggia quello del pomeriggio ai giocatori, mischiando un po' le carte: l'unico dubbio è in attacco. «Al 2014 chiedo lo scudetto, con la Juve è una finale. Tevez? Preferisco questo tipo di avversari, servirà concentrazione», così Castan.