Arcelli, addio al Prof che cambiò lo sport

A suo modo Enrico Arcelli è stato un visionario e un grande precursore, tanto da portare lo sport in una nuova dimensione, inventando di fatto una nuova figura, quella del preparatore sportivo. Enrico Arcelli è morto ieri in Sardegna, dove si trovava in vacanza. Milanese, classe '40, da sempre viveva a Varese, da dove aveva mosso i suoi primi passi professionali nella ricerca di nuove metodologie da applicare allo sport.

Arcelli ha ricoperto nella sua brillante carriera professionale diversi ruoli: medico, fisiologo, saggista e collaboratore di giornali e riviste sportive, su tutti La Gazzetta dello Sport , per la quale è stato fino all'ultimo una delle firme più apprezzate. Ma lega il proprio nome anche a quello che da sempre viene considerato un passo fondamentale per la scienza applicata allo sport: il record dell'ora di Francesco Moser, realizzato nel gennaio del 1984, sulla pista in cemento di Città del Messico. Arcelli ebbe l'idea, che condivise con il professor Giovanni Tredici, Alberto e Paolo Sorbini, il compianto Aldo Sassi, oltre al professor Conconi, il biomeccanico Antonio Dal Monte e Virgilio Ferruccio Ferrari, inventore del frequenzimetro.

Nella sua invidiabile carriera, Enrico Arcelli si è occupato non solo di ciclismo, che è restato fino all'ultimo una delle sue grandissime passioni, ma anche di sci, tennis e basket (ha collaborato ai tempi della grande Ignis), ma anche di calcio e atletica, altra disciplina da lui amatissima.

Ma come dicevamo in apertura è a lui che sport come il calcio devono l'introduzione di una figura che diventerà nel tempo strategica, quella del preparatore, tanto da seguire squadre di calcio per 24 anni, mettendo la sua competenza al servizio anche di club come Juventus, Chelsea e Milan. Attualmente era dietologo dell'Inter. Nell'ottobre scorso ha seguito anche l'Ironman di Alex Zanardi alle Hawaii.

Oltre a Francesco Moser, ha preparato atleti di vertice di assoluta eccellenza, da Tomba ad Alesi. Tra le sue opere (23 libri, ndr), spiccano "Calcio: preparazione atletica"; "La maratona: allenamento e alimentazione"; "Che cos'è l'allenamento" e "Magri & forti", che è stato tradotto anche in cinese e in russo. «Piango un amico e una grande persona, un professionista serio e scrupoloso, che ha portato lo sport in una dimensione di eccellenza», ha detto Francesco Moser.