Arrigo Sacchi, il Profeta di Fusignano che costruì la squadra perfetta

Arrivò a Milano dalla provincia, nessuno, tranne Berlusconi e Galliani avrebbe puntato una lira su di lui. Invece segnò una linea di confine tra il calcio di oggi e il calcio di ieri, inventanto quella che l’Uefa ha incoronato come "la squadra più forte di sempre"

Arrigo Sacchi, Franco Baresi e Silvio Berlusconi con la Coppa dei Campioni

Arrivò dal nulla, rimarrà per sempre. Nessuno si aspettava che Berlusconi consegnasse proprio a lui, Carneade di Fusignano che aveva fatto bello il Parma, la squadra più ricca e potente d’Italia. Pronosticarono che non avrebbe mangiato il panettone, entrò invece nella storia del calcio mondiale. Predicava “occhio, pazienza e culo”, maniacale come chi lavora ai dettagli di un capolavoro. L’ossessione era la sua adrenalina, la convinzione che le idee, la passione e il lavoro lo avrebbero portato dove nessuno aveva mai osato pensare di arrivare. Ha creato il Milan più bello di sempre, con una zona tutta pressi e ripartente che stroncava il nemico prima di soffocarlo, una squadra italiana che giocava come una marziana: un modo di vivere il calcio sempre all’attacco, lo spettacolo della prepotenza, il gioco come unico credo. L’Uefa elegge la sua squadra, Il Milan di Sacchi appunto, la squadra di club più forte di tutti i tempi, pensare che nella casa del Diavolo si è fermato soltanto per tre anni. Sfiora il Mondiale con l’Italia negli Stati Uniti, solo i rigori gli negano la vittoria con il Brasile, va al Real Madrid ma non va come spera, si ritira quando lo stress gli divora le certezze, se ne va quando decide che preferisce vivere. Ma la sua eresia ha cambiato la storia, irripetibile come la Gioconda.