In Australia rientra Federer: riparte da n°17 ma è fortunato

Marco Lombardo

Gli Australian Open di tennis aprono la stagione che segna il ritorno degli eroi e neanche farlo apposta Roger Federer sceso al numero 17 del mondo dopo sei mesi di inattività viene baciato da un sorteggio mai visto, con due qualificati sulla linea dei primi due turni e Berdych possibile al terzo. La Dea Bendata insomma tifa per Re Roger e lui giura di voler restare nel circuito ancora un paio d'anni («Sono felice di essere tornato e mia moglie mi ha detto di fare come mi sento»). Magari con il vecchio nemico/amico Nadal, ora con Carlos Moya al suo angolo che gli ha spiegato che età e infortuni vogliono dire prudenza. In pratica: Rafa e Roger potrebbero sfidarsi solo in finale e sarebbe un film, ma di fantascienza. A Melbourne dunque si parte stanotte (ore 1, su Eurosport 1 e 2) con i soliti favoriti: Murray numero uno e Djokovic preparato a puntino grazie anche un giretto nella camera iperbarica, quella che ossigena il sangue e che è lecita solo in Usa e appunto Australia: «È una terapia che facilita il recupero - ha detto lui -, dovrebbero farlo tutti i tennisti». Fatto sta è che se poi non si suda a 40 gradi vengono dei sospetti, però forse ha ragione Nole visto il numero di partite a cui oggi sono costrette le star. Tra le quali potrebbe entrare il tedesco Zverev, vera minaccia per il dinamico duo di vertice.

Tra le donne Serena Williams cerca rivincita sulla Kerber, attuale numero uno e che la battè un anno fa. E mentre gli italiani puntano su Fognini che ha però ha subito Feliciano Lopez (altri primi turni: Lorenzi-Duckworth, Seppi-Mathieu, Vanni-Berdych, Fabbiano-Young, Vinci-Vandeweghe, Giorgi-Bacsinzky, Knapp-Hsieh, Errani-Ozaki, Schiavone-Boserup), è proprio nel torneo femminile che si segnalano defezioni e ritiri definitivi. Quello recente di Ana Ivanovic e quello annunciato ai fan su Facebook di Jarmila Wolfe, una che in carriera è stata Gajdisova, Groth, di nuovo Gajdisova, fino ad assumere il cognome del secondo marito. Nonostante ciò, nessuno noterà la sua assenza.