Autogol di ADL e vittoria al Frosinone

Stirpe, il presidente dei ciociari: "Parli dopo che avrà vinto qualcosa..."

di Riccardo Signori

Cinquestelle a De Laurentiis. Che non significa De Laurentiis è un 5stelle, anche se in quanto ad euforia verbale... Cinquestelle perché chi meglio di lui riesce a far cinema con tre frasi secche? A far sorridere o a far piangere, dipende dallo stato d'animo di chi ascolta? Due cosette dette al New York Times, non l'Eco di Peretola, ed eccoci fuori dalla noia di un campionato monotono e senza fantasia. Anche negli Usa l'Italia del pallone fa subito notizia. L'ineguagliabile presidente dice al NYT: «Club come il Frosinone non attirano fan, interessi, emittenti. Cosa ci fanno in serie A? Arrivano, non cercano di competere e tornano indietro. Se finiscono ultimi dovrebbero pagare una multa. Le promozioni e le retrocessioni sono la più grande idiozia del calcio. Le società dovrebbero essere strutturate geograficamente, in modo da essere autosufficienti. Se non possono sopravvivere finanziariamente, né essere autosufficienti dovrebbero essere espulse».

C'è un po' del Lotito-pensiero. Ricordate quando il presidente della Lazio, anno di grazia 2015, fu intercettato al telefono mentre diceva: «Che ce facciamo con Carpi, Latina e Frosinone, chi li compra i diritti? Fra duetre anni non ci avremo più una lira». Peccato! C'era da sperare che De Laurentiis fosse più brillante nelle pensate. Invece siamo alle solite: le piccole squadre non servono, servono i danari. In linea di principio se il calcio è business, e niente più, non si può dargli torto. Ma per fortuna il calcio è anche altro. Meglio sarebbe avere un campionato a 16 squadre, sebben sia proprio il mondo del pallone a negarselo. Stavolta il film potrebbe intitolarsi: «Tanti saluti al Sud del pallone», quello che sta nei bassifondi della serie A. Non solo in senso geografico.

Maurizio Stirpe, ciociaro presidente del Frosinone, ha messo poco nel respingere i fulmini e inviare saette. Gioco facile, punto per punto. Primo: «De Laurentiis mi sembra uno con la sindrome di Napoleone. Nella vita, ancor prima che nel calcio, serve rispetto. Non ne vedo». Secondo: «Noi mettiamo i soldi nel calcio e non li prendiamo. Siamo stati capaci di costruire uno stadio nuovo. Mentre altri, con risorse più importanti, non hanno regalato alla città una infrastruttura del genere». Conclusione: «Non voglio accettare consigli da chi ha vinto praticamente niente negli ultimi anni». Napoleone diceva: «Tutto ciò che il pensiero riesce a concepire, la mente tende a realizzare». A Napoli farebbero scambio con Napoleone?

Commenti
Ritratto di giovinap

giovinap

Mer, 23/01/2019 - 16:58

questo è un vero pagliaccio, crede di parlare a boldi e de sica!