Autosaloni e soluzioni di mobilità

di Pier Luigi del Viscovo

A che serve oggi un Salone dell'auto? Quando il mondo era fatto di distanze e le immagini erano bi-dimensionali, stampate e viaggiavano per posta, un Salone era il posto dove potevi vedere da vicino tutte le auto, toccarle e esaminarne i dettagli. Oggi quel mondo non c'è più. Nell'era di Internet, ovunque uno può osservare qualsiasi prodotto, anche complesso, pure in 3D. Ci sono sempre i manipoli di affezionati che prendono un giorno e vanno a visitare un Salone, ma sono uno zero-virgola di quelli che invece restano a casa e, davanti a uno schermo, sfogano la medesima curiosità, magari anche più in profondità, guardando prove in video e schede tecniche tridimensionali, ingrandendo i particolari con lo zoom, poi salvano il tutto e lo riguardano. L'esposizione, la visibilità che anche il più grande autosalone può garantire è davvero poca cosa, insufficiente a giustificarne i costi. Queste cose le dicevamo già anni fa, a proposito del nostro Motor Show, ma evidentemente venivano accantonate come giustificazioni per un mercato in crisi che non aveva i soldi per regalarsi la sua kermesse. Assistiamo infatti a vere competizioni muscolari, in cui la metrica la dettano i costruttori domestici, dove ci sono. Negli ultimi dieci anni, i Saloni dell'auto si sono trascinati replicando se stessi, in un gioco di specchi dove i costruttori nazionali si sentivano obbligati a superare i rivali, che a loro volta restituivano il favore quando giocavano in casa. Ma se non è più un'esposizione di prodotti, cos'è un autosalone? Basta sollevare nemmeno di tanto gli occhi dal cofano per scorgere una carovana di cambiamenti che stanno arrivando sull'auto. L'urgenza di chi le fabbrica, di chi le vende e di chi le gestisce nel post-vendita è proprio di evitare che questo tsunami travolga il prodotto. Per riuscirci, il settore e il prodotto devono restare centrali al contesto. I Saloni devono diventare i luoghi dove tutti si incontrano e tutti si confrontano, dai produttori di tecnologia alle istituzioni di mobilità nazionali e cittadine, dal legislatore agli assicuratori, dalle energy company agli incubatori di innovazione. Niente che riguardi l'auto, anche lontanamente, dovrebbe restarne fuori. Il Salone dovrebbe ispirarsi ai buchi neri, con una massa tale da esercitare un'attrazione forte su tutto il resto che ruota intorno all'auto. Uno sfoggio e uno sfarzo non più di stand e di prodotti, ma di intelligenze, di speculazioni e di soluzioni di mobilità.