Alle aziende piace l'auto ibrida Ma i canoni sono alti

Preferite le vetture con possibilità di ricarica Sull'elettrico resta sempre il tabù autonomia

Piero Evangelisti

«Mobilità aziendale alla spina» è la ricerca sull'auto elettrica promossa da Top Thousand, l'Osservatorio sulla mobilità aziendale composto da fleet e mobility manager di grandi aziende, in collaborazione con Sumo Publishing, presentata a Rimini durante Ecomondo, la fiera della green e circular economy. Come nella prima ricerca, svolta nel 2016, sono state prese in considerazione 60 aziende appartenenti a diversi settori con oltre 50.000 veicoli aziendali complessivi, per valutare l'attuale e il potenziale impatto della mobilità elettrica e ibrida su flotte medie e grandi. Lo studio parte dall'assunto che nonostante i consistenti investimenti delle Case per gli Ev, l'elettrico in Italia resta oggi un business di nicchia, in cui le flotte aziendali comunque rivestono un ruolo da protagonista.

Nei primi 10 mesi del 2018 le immatricolazioni di questi veicoli hanno registrato un forte sviluppo, passando dalle 1.665 unità dello stesso periodo dello scorso anno a quota 4.167 (+150%, ma ancora quota 0,3% sul totale immatricolato). Decisamente più significativa in termini assoluti la performance delle motorizzazioni ibride che hanno superato le 73.000 unità. Ma l'auto elettrica è compatibile con le percorrenze medie giornaliere di una business car? Rispetto al 2016 la quota di auto con percorrenze inferiori ai 100 km al giorno scende dal 45% al 30%. Ciò si traduce in una aumento dei km fatti. A motivare questo fenomeno: la leggera ripresa del ciclo economico che ha fatto ripartire il business e la razionalizzazione del numero dei veicoli in flotta, con aumento dell'efficienza complessiva. Nel complesso, quindi, questa prima fotografia della flotta restituisce una compatibilità inferiore con l'attuale stato di sviluppo degli Ev. I veicoli elettrici rappresentano l'1,6% della flotta delle 60 aziende del campione, quasi 800 veicoli, di cui 500 sono veicoli commerciali leggeri. Mediamente questi mezzi percorrono ogni giorno 58 km e vengono utilizzati soprattutto in ambito cittadino (68%). Perché allora dotarsi di un'auto elettrica? Il contenimento delle emissioni è spesso richiesto dagli headquarter delle multinazionali e viene indicato come principale vantaggio percepito dai fleet manager; seguono libera circolazione anche nelle Ztl, la responsabilità sociale d'impresa, il risparmio di carburante e l'esenzione dal bollo.

Emerge, dalla ricerca, un approccio attendista tra i fleet manager sul possibile aumento della quota di Ev nella propria flotta. La scarsa propensione coinvolge anche i driver, poco disponibili a cambiare il proprio veicolo tradizionale con uno elettrico per svariati motivi: al primo posto l'autonomia e i tempi di ricarica, mentre marginale risulta il numero esiguo di modelli Ev. Lo scenario cambia se si passa ad analizzare l'ibrido.

Nel solo noleggio a lungo termine questa tecnologia ha registrato nei primi sei mesi dell'anno un +155% con 7.634 veicoli contro i 2.990 immatricolati nello stesso periodo dello scorso anno (fonte Aniasa). La tecnologia preferita è la Phev (Plug-in Hybrid Electric Vehicle), in quanto consente di superare i limiti delle elettriche pure a fronte di basse emissioni reali. Nelle flotte, le ibride vengono già oggi assegnate agli utilizzatori nell'82% dei casi, al pari delle auto con alimentazione tradizionale (solo il 18% in pool), in quanto consentono un utilizzo compatibile con le necessità e le abitudini dei driver. Un fleet manager su quattro, comunque, mantiene un approccio cauto anche sull'inserimento in flotta di veicoli ibridi. I motivi sono principalmente tre: i consumi autostradali, la scarsa disponibilità di modelli e versioni con cui soddisfare i driver, i canoni di noleggio ancora troppo elevati.