Gli azzurrini si sgonfiano puniti dalla Polonia. E l'Europeo è in bilico

L'assedio della squadra di Di Biagio produce solo un palo: può non bastare battere il Belgio

Polonia vicinissima alla qualificazione, con due vittorie su due, e un mischione dietro, con Italia favorita per via del 3-1 alla Spagna: è il risultato della sconfitta di ieri sera degli azzurrini contro i polacchi al Dall'Ara, in una partita molto diversa da quella dell'esordio. Ovvero: Italia a impostare, creare, tenere palla e sostanzialmente dominare, ospiti a tappare i buchi, spesso faticosamente quando il gioco della squadra di Gigi Di Biagio copriva tutto il campo e riusciva ad aprire anche la loro fittissima retroguardia. Fasce usate bene, specialmente al 31', quando Chiesa vince l'ennesimo duello sulla sinistra e mette in mezzo un pallone alla Boninsegna, Italia-Germania 4-3: ma Mandragora non è Rivera, e colpisce malissimo pur trovandosi solo in mezzo all'area, dove è arrivato con una scelta di tempo di per sé ottima.

Altre conclusioni in pochi minuti, un bel tiro sempre di Chiesa ribattuto dal portiere Grabara da pochi metri, poi in una delle rare uscite polacche il fallo inutile di Barella su Zurkowski, che intuendo l'intervento si era già allontanato dalla palla attendendo il contatto. Sulla punizione di Kownacki la palla sbatte sulla barriera e arriva al limite, dove il sinistro di Bielik verso il palo lontano è preciso e aiutato dal numero di giocatori che ostacolano la visuale di Meret. Restano alcuni minuti di primo tempo in cui l'Italia riprende a fare quello che aveva fatto fino al gol, ovvero creare. Al 44' arriva anche il gol di Orsolini, pieno di energia e corsa come al solito, ma la sua situazione di partenza è di fuorigioco e si va all'intervallo senza la scossa che serviva. Che non giunge neanche al rientro, con lo stesso Orsolini sostituito, per infortunio, da Kean, che lo rimpiazza sul lato destro. Prima di scambiarsi lato con lo stesso Kean per qualche minuto, Chiesa con un bellissimo sinistro al volo costringe Grabara a una difficile parata sul primo palo, mentre al 57' Tonali sostituisce Mandragora, forse svilito dal grave errore del primo tempo, dando ordine e un po' di fretta creativa a una partita ormai fissata tatticamente: la Polonia tiene tutti dietro, su due linee molto fitte, e l'Italia cerca di trovare trame e rari uno-contro-uno per aprire una falla. In realtà il piano non riesce: al 75' Pellegrini colpisce il palo da fuori area in un raro momento in cui nessun polacco lo ha chiuso, nel resto della partita continuano a piovere tentativi ma più per speranza che per efficacia.

Vero che a furia di gettare palloni in mezzo può arrivare la deviazione o la palla vagante vincente - era accaduto del resto proprio alla Polonia - ma nel caso specifico non è stata creata nessuna occasione vera, e i polacchi hanno sempre dato l'impressione di fidarsi della propria posizione difensiva, della propria stazza e del proprio vigore. L'ultimo cambio di Di Biagio, Zaniolo per Adjanpong, con passaggio alla difesa a tre, non porta frutti, ed anzi Zaniolo commette un brutto fallo su Szymanski, ricevendo un cartellino giallo che lo terrà fuori sabato a Reggio Emilia contro il Belgio, già eliminato.