La baby Italia è cotta e i Tre Leoni la sbranano

Avanti con Orsolini, gli azzurri cedono agli inglesi in semifinale. Ma resta un risultato storico

La ferita è fresca e il paragone, purtroppo, inevitabile. Come la Juve a Cardiff anche l'Under 20 gioca due partite: una nel primo tempo, in cui va in vantaggio e tiene testa all'Inghilterra sfiorando il 2-0, e un'altra nella ripresa quando le energie vengono meno. C'entrano sicuramente i supplementari con lo Zambia, fatto sta che il sogno dei ragazzini di Evani si spezza in semifinale. E come se non bastasse ora si mette male anche per il terzo posto perché nella «finalina» (domenica alle 8.30 italiane) ci ritroveremo contro il fortissimo Uruguay che dopo aver preso il gol del pareggio nei minuti di recupero si è fatto buttare fuori ai rigori dal Venezuela.

Eppure era iniziata come meglio non si poteva: stavolta Orsolini ci aveva messo appena tre minuti a trovare il quinto gol del suo magnifico mondiale e poi per una quarantina di minuti l'Italia era stata padronissima della partita. Troppo brutta per essere vera l'Inghilterra, che nella ripresa azzecca il cambio giusto (al 54' entra Ojo che fa carne di porco della nostra difesa) e dopo averlo sfiorato più volte trova un sacrosanto pareggio con la stellina Solanke. La partita degli azzurri finisce qua, anche perché Evani non è altrettanto rapido nell'inserire forze fresche. Orsolini si spegne, il centrocampo si allunga e pure Zaccagno - che anche ieri ci aveva tenuto in piedi per un po' - macchia il suo torneo con un paio di errori gravi che ribaltano definitivamente il risultato.

«Hanno meritato la vittoria - ammette sportivamente Evani -, purtroppo dopo un buon primo tempo abbiamo finito le energie e loro ne hanno approfittato per metterci in difficoltà con gli esterni mentre noi faticavamo a muovere la palla. Abbiamo giocato tante partite ravvicinate quasi sempre con gli stessi giocatori, domenica toccherà a quelli che finora hanno giocato meno». Una dichiarazione d'intenti un po' in contraddizione con la richiesta di Tavecchio che dopo i ringraziamenti di rito («avete unito e appassionato l'Italia calcistica») ha invitato i ragazzi a restare concentrati per l'ultimo sforzo e a salire almeno sul podio.

Certo non è la stessa cosa, infatti a fine partita la delusione era tanta. Rimane la soddisfazione per il miglior risultato di sempre in questa categoria ma anche la sensazione che con un po' di fortuna in più si poteva andare fino in fondo. La consolazione è che a quest'età hai tutta la vita davanti e che i migliori avranno certamente la possibilità di giocare finali anche più importanti di queste. Fino a dieci giorni fa li conoscevano in pochi, adesso la loro carriera è ufficialmente sbocciata: in bocca al lupo a tutti.