Elisa Di Francisca: "Ballando sono cresciuta e mi sono scoperta diversa"

La fiorettista: "Nel 2013 mi sono ripresa da una situazione difficile grazie anche alla gara in tv. Ora affronto meglio il mio futuro"

Da costumi e parei alla tuta bianco candido, dal palcoscenico alla pedana, tutto e sempre in nome del «provaci ancora». Elisa Di Francisca ormai è un mix di successo: fiorettista e ballerina, femmme fatale nel tango, fiorettista micidiale nell'affondo. Tv o scherma: tutto è bene quel che finisce bene. «Ma con quel pizzico di follia che non mi abbandona mai». Basta una battuta per ritrovare la ragazza scatenata che inseguiva i suoi sogni. Poi è volata a Londra, giochi olimpici 2012, e i sogni d'oro hanno cominciato a tramutarsi in realtà. Oggi la conoscono in tanti, anno 2013 alle spalle con crucci e soddisfazioni, ha perso un ct che l'ha fatta piangere, ha scoperto una guida tecnica al femminile, infine si è affidata a Raimondo Todaro, un re dei ballerini e ne è uscita ancora vincente. È il miglior simbolo delle coppie di successo: nello sport. Nella vita un po' meno. C'è qualche problemino, fedele al detto: meglio single che male accompagnata. «Ci provano in tanti. Carini eh! Ma li smonto subito. Meglio l'amicizia. Poi parlo in faccia e sono drastica: più in là non si va».

Bene, ma dalle pedane del fioretto a “Ballando con le stelle” cosa dice il conto del 2013?

«È stato difficile e bello. Partito in sordina. Un anno di ripresa: via Stefano Cerioni, e con lui tanti maestri della nostra scherma. L'assestamento e la fatica iniziale per l'intesa con Giovanna Trillini. Poi la vittoria agli Europei, i giochi del Mediterraneo e il bronzo individuale ai mondiali che mi ha fatto felice davvero, visto come tutto era iniziato. L'oro a squadre. E infine “Ballando”: fantastica esperienza, tanta fatica. Però ha permesso di farmi vedere in modo diverso, mi sono vista in modo diverso oltre ad aver imparato a ballare».

Meglio Cerioni o Todaro? Naturalmente come maestri.

«Con entrambi ho avuto un rapporto molto intimo, personale, di connivenza e concentrazione, con entrambi ho avuto la felicità di raggiungere gli obiettivi».

Chi le ha lasciato di più?

«Certamente Stefano con il quale ho vissuto anni, imparato sport, lavoro, professionalità. Con Raimondo sono stati tre mesi: mi ha lasciato tanti insegnamenti caratteriali, mi ha fatto scoprire diversa. E lui si è reso conto quanto sia importante per me il maestro: si tratti di scherma o ballo. Ha visto devozione, dedizione verso la persona che insegna».

Recentemente ha aggiunto: e mi sono fatta un fisichino...

«Certo, aggiunga costumi e trucco ed ero un'altra. Adesso sono tornata quasi schermitrice. Le gambe sono più gonfie per il tipo di esercizi. Col ballo ero più affusolata».

Tutto servirà per lo sport?

«Le persone vicine mi dicono che sono più posata, ho fatto esperienza, sono cresciuta».

Ora c'è da tener botta per conto dello sport italiano. In questo anno c'è di tutto: dalle olimpiadi invernali ai mondiali di calcio...

«Sul palcoscenico di “Ballando” quest'anno sono passati tanti sportivi: ballerini per una notte. Eppoi noi, io e Amaurys Perez, arrivati in finale. Mi sono detta: vuol dire che apprezzano i valori, i nostri sacrifici. Non c'è solo il marcio. In un momento come questo, la gente vede che facendosi il mazzo c'è un'Italia che ce la fa».

La sua vita è cambiata molto dopo gli ori di Londra?

«Mi ha dato più forza e consapevolezza. Spesso riguardo i dvd: è un'esperienza che mi porto nel cuore. Spero serva di esempio: magari ai figli che avrò, alla mia nipotina».

L'idea di andare in moto?

«Per ora vado dietro, non guido. Ma un giorno giubbotto di pelle e casco.... e vado. Chissà non succeda nel 2014».

E il sogno della gelateria?

«Procede: questa estate ho preso lezioni per imparare a fare gelati, ho lavorato in gelateria, mi sono data un'infarinatura».

Quest'anno ci saranno europei in Francia e mondiali in Kazakistan...

«Sono tranquilla quando faccio tutto il possibile in allenamento. Ai mondiali di Budapest ero pronta, poi è capitato che ho perso».

Cosa augura al nostro sport. Al calcio...

«Al calcio auguro di andare in finale. Ma vorrei più spazio per gli altri sport. Anche a quelli meno popolari: per esempio, il pattinaggio».

Il suo podio dell'anno?

«Mi piace molto il rugby. Poi Jessica Rossi e la Pellegrini venuta fuori da un periodo particolare facendo risultati».

Anche Federica va meglio da single...

«Quando ti rendi conto di non essere a tuo agio in una certa situazione, devi aver la forza e l'intelligenza di chiudere. Rimboccare le maniche e concentrarti meglio su te stessa».

Lei e la Pellegrini, quest'anno avete tenuto il palcoscenico fuori gara...Lei ballando, Fede con i gossip.

«Abbiamo fatto vedere che non c'è solo la parte volitiva e determinata nello sport. Ci sono fragilità, femminilità, cose che fanno parte dell'età. Siamo giovani, c'è altro...».

Si dia un voto per l' anno 2013...

«Dire 9,5 perché mi sono ripresa da una situazione difficile e sono riuscita a ritrovarmi».

Ora ritroverà il Dream team del fioretto. Rischiate di saltare le prossime olimpiadi di Rio per le decisioni del Cio....

«Ho ritrovato tutte con piacere, c'è la solita sintonia. E continuo ad avere speranza che qualcosa cambi».

Rio 2016 ultima fermata della carriera? Oggi Elisa ha 31 anni...

«Mai dire mai. Altri due anni e mezzo in pedana sono sicuri. Poi...».

Poi televisione?

«Tv, gelateria, famiglia. Non programmo. È già difficile programmare le gare».

Commenti

linoalo1

Gio, 02/01/2014 - 10:15

Elisa,è ora che ritorni nella realtà ed apri la gelateria!Più il tempo passa e più difficile è realizzare i sogni!Da giovane,sembra tutto possibile!Poi,la realtà,specialmente oggi,ti taglia le gambe!Quindi,meglio approfittare delle situazioni positive e trarne il maggior beneficio,perchè,facilmente,non si ripresenteranno più!Lino.

Ritratto di stock47

stock47

Gio, 02/01/2014 - 14:05

Ha fatto bene a provare il ballo, le sarà utilissimo per la scherma. Infatti il ritmo e la scelta del tempo d'esecuzione, sia nel ballo che nella scherma, sono parenti stretti. Apprendendo l'uno sta migliorando l'altro.