Barzagli serve il tiramisù Il muro Juve fa anche gol

Dopo Bonucci contro l'Inter in campionato, ieri a segno l'altro centrale. Dimenticata la batosta in coppa, Reja s'inchina. Raddoppio di Lemina

nostro inviato a Bergamo

La Juve tiene tutti a distanza, giochicchia, asfalta e vince. L'Atalanta si è come inchinata, rifiutandosi di contrastarla, le due reti sono arrivate senza opposizione. Meglio di così Allegri non poteva chiedere dopo la legnata in coppa ci voleva un tiramisù e Reja l'ha offerto senza troppe cerimonie, forse Buffon nel finale si è sporcato i guanti, ma non era una cosa seria. Poi nella ripresa ancora De Roon, ancora al 40' e ancora pescato da Borriello ha tentato di interrompere l'imbattibilità di Buffon. Ha tentato. E ora Reja è costretto a girarsi perché il Frosinone ha battuto l'Udinese ed è a soli quattro punti dai bergamaschi.Allegri invece se la gode, anche in una settimana dove non ha esaltato il blasone della Signora si ritrova con una finale e un portiere fenomeno che gli tiene imbattuta la porta oltre i 775 minuti del precedente record per gare in serie A da quando la vittoria vale tre punti. Buffon è questo e molto altro ancora, anche se pomeriggi come quello di ieri vorrebbe viverne in eterno.

Prima Barzagli, in un momento magico che dura ormai da mesi, poi Lemina, hanno scritto il nome sul tabellino, ma giusto per non fare una sviolinata esagerata, questa Juve non è quella di inizio anno. Sta aspettando il Bayern? Ci sta, è plausibile. Corricchia, non rischia interventi al limite, gioca semplice e non diverte. Ma vince. I rientri di Khedira e Marchisio hanno sistemato le cose in mezzo ma senza entusiasmare, più errori che intuizioni. Pogba si accende a flash, eppure quando decide di andarsene mette paura, avanza e gli avversari gli cadono ai piedi come appestati, poi diventano troppi e anche lui dovrebbe cercare di liberarsi della palla prima che arrivino i rinforzi. Una Juve che va a strappi anche sulle fasce, già notato che Lichtsteiner e ieri Evra, non picchiano come sanno.Eppure l'Atalanta poco. Ma proprio poco. Come anestetizzata dalla Juventus, un tempo senza tirare in porta o quasi, verso la fine De Roon, uno dei più vivi in mezzo a un cimiterino, ha strappato la palla a Marchisio sul centrocampo, ha messo per Borriello che gliel'ha restituita in area, semirovesciata bella ma centrale, Buffon era lì in attesa, l'ha accolta come una vecchia amica di famiglia.

Tutta qui l'Atalanta, da una ventina di minuti era sotto per amnesia completa dei due centrali che su angolo da destra della porta di Sportiello si sono completamente dimenticati di Barzagli, solo in mezzo all'area. Mandzukic di testa ha scaricato sul centrale juventino che in girata di destro da pochi metri ha portato la Juve sull'1-0. Sembrava un gol in allenamento, quasi surreale. Nota a margine: Barzagli ha segnato dopo 91 partite di serie A, il suo gol precedente risaliva al 13 maggio 2012 proprio contro l'Atalanta. Zero reazione bergamasca, ripresa identica, anzi proprio quando nell'ultimo quarto d'ora Reja chiede disperatamente di alzare il ritmo, arriva il raddoppio di Mario Lemina che aveva sostituito un Khedira assolutamente impalpabile. Saltati Paletta e Toloi mentre si ritoccava i colpi di sole, Lemina è arrivato al limite dell'area e ha colpito forte e preciso di esterno destro, Sportiello in tuffo, palla in rete, gara tumulata, probabilmente come il campionato.

Commenti

maurizio@rbbox.de

Lun, 07/03/2016 - 10:49

Funereo. Ma va bene così.