Battere il Belgio e tifare Spagna L'Under sfida tabù del pass olimpico

Per il terzo Europeo Under 21 di fila l'Italia arriva alla partita decisiva non più padrona del suo destino. Bisogna battere stasera il Belgio (la vittoria è quotata 1,35 dai bookmaker) e sperare che la Spagna superi la Polonia con uno scarto minimo (uno o due gol al massimo), condizioni indispensabili per vincere il girone visto che in un arrivo virtuale di tre squadre a 6 punti gli azzurri di Di Biagio avrebbero la migliore classifica avulsa. Qualsiasi altra situazione ci costringerà ad attendere l'ultima giornata dei gironi B e C per conoscere il proprio destino di seconda (in semifinale ne andrà solo una). Insomma l'incubo di dover saltare la terza Olimpiade di fila aleggia sulla truppa azzurra, ferma nella storia a cinque cerchi ai quarti di finale raggiunti nell'edizione di Pechino del 2008.

A Reggio Emilia ci sarà il terzo sold out per la nostra Nazionale e con l'attacco falcidiato da squalifiche e infortuni - Zaniolo e Orsolini (sublussazione alla spalla) dovranno restare ai box - Di Biagio, che si gioca anche il suo futuro di ct (pronto il collega dell'Under 20 Paolo Nicolato), si affida a Chiesa e Kean. Il viola è stato protagonista nella prima gara con la doppietta alla Spagna, lo juventino non è ancora riuscito a mettersi in evidenza. Il dubbio è se saranno affiancati da Cutrone (in quel caso l'unico cambio nel reparto offensivo sarebbe Bonazzoli) oppure se dietro di loro agirà un trequartista (probabilmente Pellegrini).

«Abbiamo tante soluzioni, valuterò le situazioni di un paio di giocatori per capire se possono esserci o meno - così Di Biagio -. Io ci metterei la firma per giocare come contro la Polonia, migliorando ovviamente la precisione». Walem, il ct del Belgio, ha detto che per l'Italia centrare la semifinale sarebbe normale e non vincere sarebbe un fallimento. «Da quando è iniziato l'Europeo in tanti hanno detto che avremmo vinto in scioltezza - la chiosa di Di Biagio -, poi abbiamo scoperto quanto sono forti le altre. Certo, se non dovessimo arrivare alle semifinali non avremmo fatto un buon lavoro».