Berardi, bestia nera del Diavolo l'ultimo erede di Piola e Totti

Per il bomber del Sassuolo 7 gol in 4 partite contro i rossoneri Il grande Silvio ne fece 21 a Viola e Milan, Francesco 20 al Parma

L'origine del detto è medioevale, quando la rappresentazione iconografica del diavolo divenne quella di un animale scuro con occhi fiammeggianti, coda, corna e forcone. La funzione inibitoria del demonio, contro le tentazioni terrene, era infatti amplificata dalle sembianze terrorizzanti della bestia e appunto del suo colore: nero. "Bestia nera", una locuzione che nel calcio ricorre continuamente. La trentaseiesima giornata di Serie A ne ha dato riprova, esponendo in vetrina due giovani spericolati e sfrontati, ormai diventati veri incubi per Milan e Juventus. Spauracchi, giocatori temuti, spesso oggetto per le tifoserie avversarie d'antipatia o di odio. Una sorta di ossessione o una paura generica verso chi, inevitabilmente, farà del male da un momento all'altro alla propria squadra. Nella storia del calcio, italiano e non, senza un motivo ben preciso, ci sono giocatori che costantemente si esaltano contro certe formazioni. Ci giocano contro, sono decisivi e di frequente segnano. Lo raccontano le statistiche. Nella carriera di ogni bomber esistono quei 2-3 club preferiti. Quelli ai quali far gol è più semplice che ad altri.

Berardi e Icardi - Ad esempio, il talentuoso mancino calabrese del Sassuolo Domenico Berardi, nonostante le tenera età (21 anni ad agosto), è già diventato la "bestia nera" del Milan. La tripletta rifilata ai rossoneri domenica, infatti, segue il poker del gennaio 2014, quello del famoso 4-3 neroverde che costò la panchina a Massimiliano Allegri. Sette reti in due partite al Mapei Stadium contro il Milan, sette in quattro partite giocate complessivamente contro il Diavolo in Serie A. Mai definizione fu più appropriata. Servirebbe un'esorcista per rompere il sortilegio. Stregoneria, per altro, che sembra aver colpito anche la Juventus. Stavolta, lo "spettro malefico" porta il nome di Mauro Icardi. L'attaccante dell'Inter, già bomber implacabile a 22 anni, può vantare ben sei reti in cinque sfide ai bianconeri. L'argentino ha sempre trovato la via del gol contro la Juve: dalla doppietta dell'1-2 con la Sampdoria nel gennaio 2013 (ultima sconfitta interna in campionato per i campioni d'Italia) al fortuito gol di petto di sabato scorso, quando ha deviato un tiro da fuori di Brozovic. Se non è destino questo…

Gli uomini derby - Totti per il Parma, Di Natale per la Sampdoria, Toni per il Genoa, Higuain e Palacio per la Lazio, Denis per il Napoli. L'elenco delle "bestie nere" è lunghissimo, la "legge" confermata ad ogni confronto diretto. Basterebbe chiedere a un'interista cosa ne pensa di José Altafini o Andriy Shevchenko. Per l'italo-brasiliano, 15 reti in totale ai nerazzurri (anche con le maglie di Napoli e Juve), resta indimenticabile il derby del 27 marzo 1960: 4 goal contro l'Inter, in un 5-3 Milan passato alla storia. Per l'ucraino (14 gol in 21 partite contro l'Inter) c'è l'aggravante di aver deciso i due euroderby di Champions, quello nei quarti del 2005 e quello in semifinale del 2003. Oltre che "bestie nere", anche uomini derby per eccellenza; il peggio del peggio, insomma, come Pulici per la Juventus (9 gol), Boniperti per il Torino (14) o Totti (11) e Delvecchio (9) per la Lazio. Nella storia del calcio italiano la “bestia nera“ più spietata è stato Silvio Piola, che d'altra parte è anche il capocannoniere assoluto del nostro campionato: il campione del mondo del '38 si è accanito in particolare contro Fiorentina e Milan, perforate per ben 21 volte. A una lunghezza da lui c'è Francesco Totti che si è accanito 20 volte sul Parma e che non potrà fare il record solo perchè gli emiliani sono condannati ad uscire dal grande giro. Il giocatore, invece, che ha il modo più strano di inventarsi "bestia nera", però, è Fabio Quagliarella. In questo caso non ci sono club particolari nell'elenco delle sue vittime: basta essere una sua ex squadra. L'attaccante del Torino ha segnato in carriera 19 reti contro squadre in cui ha giocato, nove delle quali (su 13 gol totali) quest'anno, tra Fiorentina, Napoli, Udinese, Sampdoria e Juventus. Non ha mai esultato, ma ciò non lo redime. I tifosi lo sanno: chi è "bestia nera" lo rimarrà in eterno.