Berlusconi ripiana 60 milioni Un altro regalo per il Milan

Il patron copre il deficit della stagione e oggi incontra Mister Bee Galliani: «Non è detto che venda, ma se lo fa è per il bene del club»

MilanoLa riconoscenza è una merce rarissima, specialmente nel calcio. Dove la memoria si esaurisce fino alla partita del giorno prima. Perciò ieri, a casa Milan, in occasione dell'assemblea degli azionisti, Adriano Galliani, ha dovuto lucidare l'argenteria del casato calcistico («28 trofei vinti e 8 finali Champions in 29 anni di presidenza Silvio Berlusconi») e ricordare «le cifre iperboliche investite da Fininvest abbinate a risultati sportivi strepitosi». È stata una operazione indispensabile per rinfrescare la memoria recentissima del periodo d'oro milanista al fine dichiarato di ricacciare indietro la tentazione blasfema di un paragone con la sciagurata presidenza Farina azzardata da uno dei piccoli azionisti. Uno, Farina, portò la società sull'orlo del fallimento, Berlusconi sul tetto del mondo: sembra poco? Indiscutibile poi la generosità della famiglia Berlusconi testimoniata ancora una volta dall'assegno (60 milioni tondi tondi) staccato ieri per ripianare il deficit del 2014 che ammonta a 91,3 milioni di euro. La perdita record ha una doppia spiegazione: per 37,4 milioni riguarda una partita di giro fiscale con Fininvest che ha rinunciato al consolidamento del bilancio milanista, pur garantendo la copertura del rosso.

«Non è una decisione definitiva dell'azionista e non è nemmeno escluso che queste cifre si possano recuperare in futuro» ha precisato Galliani. Tenuto conto dello stipendio liquidato a Seedorf (7,5 milioni al lordo delle trattenute) esonerato l'estate scorsa, il deficit vero e proprio del club è di 46,4 milioni in parte costituiti dalla mancata partecipazione alla Champions (l'anno precedente fruttò 35 milioni di proventi netti) mentre il valore netto della produzione del gruppo Milan ammonta a 233,6 milioni di euro. Incalzato dalle domande degli azionisti, Galliani ha mantenuto il riserbo sulle trattative per l'eventuale cessione ma ha fissato un principio fondamentale. «Se sarà presa la decisione di cedere il Milan, evento tutt'altro che certo, sarà fatta per il bene del Milan stesso», questa la garanzia spedita a tifosi e sostenitori. Con una postilla che riguarda anche l'immediato futuro: «È evidente che dopo questo campionato ci sarà da cambiare e la società è pronta a farlo. Nel calcio quando si vince spesso si smette di vincere e quando si perde spesso si smette di perdere» la sua filosofia ottimista.

Per il bene del Milan oggi sarà il giorno dedicato da Silvio Berlusconi a mister Bee Taechaubol che nella giornata di ieri ha traslocato dall'albergo di Milano verso Ginevra, probabile motivo l'incontro con la banca che gli fa da advisor. Non sarà certo un summit decisivo e definitivo, altri ne seguiranno e bisognerà poi attendere l'offerta della cordata cinese. Un paio di dettagli sembrano sicuri: 1) mister Bee non ha corretto al ribasso la valutazione del brand che resta inchiodata intorno al miliardo di euro (al netto dei debiti con le banche di 246 milioni); 2) nella sua cordata sono sicuramente presenti capitali arabi.