Bernal, la baby maglia gialla sbocciata in Italia

Nell'era moderna, il colombiano, 22 anni, è il più giovane leader. Può chiudere la corsa

Tignes Alla fine solo la tempesta lo ferma, perché Egan Bernal difficilmente si sarebbe fermato se non sul traguardo di Tignes. Solo la tormenta è più forte di questo ragazzo di soli 22 anni, maglia bianca di miglior giovane, predestinato del pedale cresciuto ciclisticamente qui da noi in Italia, e ora lanciato verso il trionfo di Parigi. Originario di Zipaquirà, 2.650 metri di quota nel dipartimento di Cundinamarca, Egan Bernal nato guarda un po' il 13 gennaio come un certo Marco Pantani arriva nel nostro Belpaese dopo il Mondiale jr di mountain bike ad Andorra (2015), con una bella medaglia di bronzo al collo, e finisce da Gianni Savio all'Androni Giocattoli, dove vi resta per due stagioni. Vive per due anni in un appartamento di Cuorgné, nel Canavese, e la salita di Ceresole Reale-Lago Serrù diventa la sua palestra d'allenamento. «L'Italia è nel mio cuore dice in un buonissimo italiano la più giovane maglia gialla dell'era moderna, quarta della storia (Henri Cornet, nel 1904 la vestì a 19 anni, ndr) -. Io al vostro Paese devo molto, e sarò sempre grato all'Italia».

Solo la tempesta lo ferma, e con lui anche il Tour. Un violentissimo uragano si abbatte su Val d'Isere poco prima del passaggio della corsa, e riversa sulla strada grandine mista a neve, imbiancando e allagando l'intera zona. Giustamente gli organizzatori decidono di fermare la gara. «Per noi la priorità è sempre la salute e la sicurezza dei corridori», dice Christian Prudhomme, direttore della Grande Boucle. In quel momento i corridori sono a 37 chilometri dal traguardo. Stanno scendendo in picchiata dall'Iseran. Ed è lì che la tappa è considerata chiusa, con l'ordine d'arrivo ricavato dai passaggi in vetta.

Il primo a transitare sulla cima più alta di questo Tour (2770 mt) è Egan Bernal, che a cinque chilometri dal Gpm, dopo il forcing di squadra e un allungo di Thomas, decide di partire. Uno scatto secco e il gioco è fatto. Una progressione che manda KO Alaphilippe e non soltanto lui. Nessuno è in grado di fermarlo, se non l'ira del cielo. E così Bernal si consola con tappa e maglia gialla, e la concreta possibilità di chiudere ogni discorso oggi a Val Thorens e festeggiare domani sera a Parigi come primo sudamericano della storia capace di vincere un Tour de France.

La tempesta spazza via in un sol colpo anche tutti i sogni francesi. Sull'Iseran cede Alaphilippe. Ben prima di questa bufera, dopo neppure un'ora di corsa, mentre Nibali lancia la fuga da lontano (il siciliano ieri 8°, ndr), sale in ammiraglia Pinot, fermato da un guaio muscolare. Il tempo stravolge il Tour, ma c'è un ragazzo colombiano più forte di tutto e di tutti. Ha solo 22 anni, e non ha più tempo da perdere. Lui va di fretta.