Bis d'oro della Stuhec Vonn chiude sul podio Goggia, che delusione

Lindsey saluta con una medaglia di bronzo Male Sofia, solo 15ª. Delago 6ª miglior azzurra

Åre Nel giorno in cui Lindsey Vonn dice addio con l'ultima medaglia, Sofia Goggia incassa una delle sconfitte più pesanti da quando è Sofia Goggia. Una delusione per chi è abituato a vederla protagonista sempre e comunque, per chi l'aspettava al bis dopo l'oro olimpico e la medaglia in superG, ma una grande delusione soprattutto per lei, che ieri non è riuscita ad entrare in modalità gara e ha sciato male dalla partenza all'arrivo, mai in spinta, mai fluida e continua nell'azione. Non ha commesso errori, ha solo sciato piano e questo stupisce ancora più del risultato, un 15° posto che andrà archiviato come un incidente di percorso, da dimenticare al più presto.

Non è stata una gran gara. Una discesa da un minuto non è una discesa! Purtroppo il vento nella parte alta della pista ha costretto la giuria ad abbassare la partenza, le temperature in aumento e l'umidità hanno reso la neve facile e la velocità è stata molto più bassa che in prova. «Davanti ci sono comunque le migliori» dirà la prima delle azzurre Nicol Delago, bravissima sesta a 13/100 dal bronzo della Vonn, dimenticando forse che la migliore dello scorso anno era stata proprio la sua compagna di squadra Sofia. Piccola gaffe per la gardenese, perdonabile, voleva sicuramente dire che in ogni caso chi vince ha sempre ragione, che Ilka Stuhec merita il titolo (bis mondiale per lei dopo la vittoria di due anni fa a St. Moritz), così come la più in forma del momento Corinne Suter merita l'argento (delle prime in classifica è l'unica scesa senza sole, quindi doppiamente brava!) e Lindsey Vonn non ha certo rubato nulla prendendosi il bronzo. Assieme a Sofia deludono le austriache, dominatrici in coppa, mentre Lara Gut e Tina Weirather continuano la loro parabola discendente.

Si riassume così una gara che come detto non è stata eccitante se non per lo show organizzato e interpretato magistralmente da Lindsey Vonn, che per l'occasione aveva convocato Ingemar Stenmark, mai più visto al parterre di una gara di sci da tempo memorabile, ma pronto a rispondere presente al richiamo della Divina. Che ha a modo suo illuminato anche la giornata nera della Goggia, definendola l'atleta che potrebbe e dovrebbe prendere il suo posto sul trono della velocità nei prossimi anni. «Investitura pesante!» commenterà Sofia, piuttosto mogia dopo il passo falso inatteso: «Ragazzi, c'è poco da dire, non sono riuscita ad interpretare questa discesa nel modo giusto. Già in prova non mi ero trovata bene, credevo che in gara scattasse qualcosa e invece ho fatto fatica. Non sono contenta, ovvio, ma prendo questo risultato come una tappa del mio percorso».

Di tutt'altro umore è Nicol Delago, orgogliosa di aver chiuso sesta, posizione che vale un posto sul palco della premiazione vicino a grandi campionesse come Stuhec, ma soprattutto Vonn: «C'è solo da imparare da gente come lei, oggi avrei potuto rischiare di più, mi è mancato poco per la medaglia, ma sono felice lo stesso». Nicol è nettamente la più giovane fra le prime dieci, ha dodici anni meno della Vonn e il futuro davanti a sé.

A proposito di futuro, come sarà quello dell'americana, diventata la più anziana a salire su un podio mondiale a 34 anni e 115 giorni e anche la sola sciatrice a vincere almeno una medaglia in sei edizioni del mondiale? «Ci ho messo un po' ad accettare il fatto che la mia vita non sarà più quella da atleta, ora però sono serena, mi sento ancora abbastanza giovane e ho un sacco di idee e progetti. Voglio essere una vincente anche lontana dalle piste e se qualcuno si stupisce per quest'ultima medaglia è perché non mi conosce». Unica e irripetibile, sentiremo ancora parlare di lei, sicuro!