La Bmw X7 è una reggia trionfalmente grande

Nel traffico partenopeo e sulle alture lucane alla guida del gigante bavarese. Maneggevole

Gabriele Villa

Matera La formula del lusso? X più 7. Lo sfarzo delle Bmw, caratterizzate dal numero 7, sposa la sportiva trasgressione delle xDrive. Signore e signori ecco la X7. Una lettera e un numero che ci fanno accomodare nella «reggia» delle automobili. Un salotto da ammirare, da godere per la gioia dei sensi e poi, certamente, se ce lo si potrà permettere, anche da guidare. Come ho potuto (temporaneamente) fare io da Napoli a Matera cogliendo l'opportunità di unire una destinazione unica con una vettura unica. La nuova X7 è qualcosa di trionfalmente grande e accogliente, come mai nessuna, uscita dalle linee di montaggio di Spartanburg, negli Usa: 5 metri e 151 di lunghezza, 2 di larghezza, 1,80 di altezza, 2,5 tonnellate di peso e 3,10 metri di passo.

Paura? Quando mi sono messo al volante per uscire, primo severissimo test, dal simpatico, surreale e caotico traffico di Napoli ammetto che l'ho avuta. Temevo la sindrome da elefante in un negozio di cristalleria. Ma, al contrario, è stato come se su quest'auto ci fossi nato: tutto di un'estrema facilità perché il «transatlantico» mi ha regalato una sorprendente maneggevolezza: sterzo morbido, sensori pronti a reagire al primo ostacolo e un cambio automatico che mi ha portato a sentirmi rilassato, persino quando mi sono trovato accerchiato da ogni di tipo di mezzo. Premesso questo, a bordo di questa «ammiraglia» tantissimo spazio, non solo per i bagagli, ma anche per le gambe (altrimenti che salotto sfarzoso sarebbe) con una doppia configurazione che sembra la formazione di un «mister». Sette posti che possono venire «schierati» con il 2-3-2 o 6 posti con il 2-2-2. Con un comando elettrico la terza fila di sedili può venire abbattuta per passare dai 326 litri di capacità del bagagliaio a 750 e arrivare a 2.120, abbattendo anche la seconda fila. Materiali eleganti quanto delicati, dettagli e rifiniture che esaltano il conducente e i suoi ospiti, e incorniciano la plancia, dominata dal grande monitor centrale touch, con la funzionalità gestuale per comandare il volume, cambiare le stazioni radio oppure accettare o rifiutare una chiamata nonché l'assistente virtuale di bordo.

Mi avventuro sulla Napoli-Salerno, con un percorso a ostacoli che mi fa rimpiangere la gimkana al cospetto del Maschio Angioino: lavori in corso e deviazioni forzate shakerano il navigatore, quindi mi invento una divagazione sulle alture che si immergono nel verde mozzafiato della Basilicata, sosta caffè nella Tricarico dalle arabe radici, e poi via, a veleggiare verso quella Matera che resta un presepe anche quando la neve è lontana nel calendario. Sotto il cofano due opzioni: il 30d, 620 Nm di coppia massima da 2.000 a 2.500 giri e la versione M50d il diesel da 3 litri con un bel 5,2 secondi da 0 a 100 e coppia 760 Nm tra i 2.000 e i 3.000 giri.

La X7 brilla per le attenzioni che riserva alla vita di bordo: dall'accesso in auto (si abbassa automaticamente), alla regolazione dei sedili, alle luci d'ambiente, all'infotainment che si replica nei tablet riservati a chi siede dietro. Livello di guida autonoma 2 già servito: fa da sola fino ai 60 chilometri orari. Ma in Italia il blocco tramite Gps impedisce alcune funzioni evolute, come il cambio automatico di corsia autostradale utilizzando la freccia. A vegliare sull'attenzione del conducente, condizione imprescindibile per gli automatismi, una videocamera a infrarossi. Pensata per i mercati «larghi», tipo Cina, Usa e Medio Oriente, la X7 proporrà in Europa per ora solo i 6 cilindri in linea, tutti Euro 6 d-temp: il 3 litri turbo benzina da 340 cv (xDrive40i), il 3 litri diesel rispettivamente da 265 cv (xDrive30d) e 400 cv (M50d). Tutti i motori sono abbinati alla trasmissione automatica Steptronic a 8 rapporti. Prezzi da un minimo di 94.500 euro per la versione «entry level» con un massimo di 119.500 per la M50d.