Bosch, guerra alla CO2 Entro il 2030 sarà «carbon neutral»

Renningen Entro il 2020, Bosch sarà la prima realtà industriale a diventare «carbon neutral» in tutte le sue sedi nel mondo. Saranno neutralizzate 3,3 milioni di tonnellate di CO2 l'anno. Dal 2007, in proposito, l'azienda ha già ridotto queste emissioni di circa il 35%. «Agire a favore del clima è una nostra responsabilità e riteniamo di doverlo fare subito; il conto alla rovescia è iniziato», le parole del numero uno Volkmar Denner.

Nell'intento di raggiungere rapidamente l'obiettivo della «carbon neutrality», Bosch investirà un miliardo per migliorare l'efficienza energetica delle proprie sedi e utilizzerà, nel breve termine, più energia verde compensando così le inevitabili emissioni di CO2.

Entro il 2030, Bosch prevede di risparmiare ulteriore energia, circa 1,7 terawattora l'anno, facendo scendere la spesa per la «carbon neutrality» da due a un miliardo di euro. Nell'ambito di questo programma sono significativi i risultati già ottenuti nella più antica sede mondiale del gruppo: lo stabilimento di Feuerbach, i cui fabbisogni energetici sono scesi di oltre il 50% rispetto al 2007 e le emissioni di CO2, in relazione al valore prodotto, si sono ridotte del 47%.

La multinazionale di Stoccarda è anche impegnata a tagliare i livelli di inquinamento causato dal settore dei trasporti con lo studio e lo sviluppo di tecnologie per power-unit a basse emissioni, e collaborando con le amministrazioni locali su progetti volti a fluidificare il traffico (si può ridurre l'inquinamento del 20%) e il miglioramento del sistema di gestione della mobilità aziendale nelle proprie sedi. Il 2018, infine, è stato un anno importante per Bosch. L'esercizio si è infatti chiuso con il fatturato record di 78,5 miliardi (+2,2%) e la creazione di 8mila nuovi posti nel mondo. Gli utili prima di interessi e tasse hanno raggiunto quota 5,5 miliardi.

Nonostante gli ingenti investimenti iniziali in settori come l'elettrico e la guida autonoma, l'ebit è passato dal 6,8% del 2017 al 7% dello scorso anno. Un risultato più che positivo considerato che le risorse destinate a ricerca e sviluppo hanno toccato i 7,3 miliardi, il 9,3% dei ricavi.

CGZ