Il Brasile non scherza più Primo posto nel girone e messaggio al Mondiale

Paulinho e Thiago Silva abbattono la Serbia Ora la sfida sudamericana contro il Messico

Sarà pure un Brasile poco prolifico (appena cinque gol all'attivo nella prima fase come otto anni fa in Sudafrica quando la Seleçao si fermò ai quarti) ma il passaggio del turno è arrivato. In maniera cinica, con un po' di affanno. Insomma, massimo risultato con il minimo sforzo per i superfavoriti per la vittoria della Coppa: la solita messe di tiri - specie nella parte finale quando la gara era già in discesa - come nelle altre due gare del Mondiale e al netto di qualche prodezza di Stojkovic, la Seleçao ha sfruttato bene le occasioni concesse da una Serbia domata solo dopo 68' di partita.

Mancano ancora i gol degli attaccanti, in particolare di Gabriel Jesus (era dal Mondiale del 1974 che il centravanti verdeoro non chiudeva la prima fase senza segnare), il vero Neymar - nel mirino della critica per i pianti in campo e le simulazioni e dei compagni per l'eccessivo nervosismo - si è visto solo quando gli spazi si sono aperti (suo il calcio d'angolo per la zuccata vincente di Thiago Silva). L'uomo in più resta per ora Coutinho che dopo le due reti, ha fornito l'assist al bacio per consentire il pallonetto del'1-0 a Paulinho in un'azione tutta di marca Barcellona. Il Brasile ha giocato a lungo in maniera lenta e ragionata, con una difesa che ha rischiato quando la Serbia si è avvicinata dalle parti di Alisson, ma ha saputo colpire quando gli avversari hanno concesso qualcosa.

Niente fronzoli, spettacolo solo a tratti, giocate delle sue stelle tenute per ora in naftalina, La truppa di Tite non pratica il jogo bonito che è nella tradizione verdeoro, ma bada al sodo. E si capisce quando, pochi minuti prima del 2-0 siglato da Thiago Silva, il ct inserisce Fernandinho chiamato ad anestetizzare i centrocampisti al posto di un Paulinho, micidiale negli inserimenti come in occasione del gol del vantaggio. La rocciosa Serbia, mai doma fino al raddoppio brasiliano, è pericolosa con le sue ripartenze, guida le danze nel primo tempo ma evidenzia la poca concretezza degli attaccanti. Con Milinkovic-Savic sacrificato spesso in marcatura e Mitrovic che spara a salve.

Qualificazione mai in pericolo, anche perché la squadra di Tite aveva una classifica migliore rispetto alla Germania, prima vittima eccellente del torneo. Il Brasile resta nella parte più dura del tabellone e troverà negli ottavi il Messico, già sfidato 4 volte al Mondiale (tre vittorie e un pari nel 2014, sempre nei gironi). Ora dovrà mostrare un volto diverso, un più incisivo Neymar che comunque appare in crescita. In attesa di sapere, dopo aver già perso Douglas Costa, se potrà recuperare l'altrettanto prezioso Marcelo, uscito subito dalla contesa di ieri per uno strappo alla schiena.