Bravo Elia, speravo come lui nella vittoria. Ma ora volti pagina

Il veronese ci è rimasto un po' male, ma lo invito a voltare presto pagina e a pensare al nuovo traguardo

Ci speravo quanto Elia Viviani, ma non siamo robot e non si può pretendere di vincere sempre.

Il veronese ci è rimasto un po' male, ma lo invito a voltare presto pagina e a pensare al nuovo traguardo. Il traguardo di Imola mi sembra indicato. Detto questo su Viviani, non posso che dire bravo a Bennett: dopo due terzi, una vittoria più che meritata. Anche Sasha Modolo non deve deprimersi: ieri ha fatto a mio modesto parere una buonissima volata.

Oggi si torna a salire, con l'arrivo posto al Santuario di Montevergine di Mercogliano in provincia di Avellino. È ormai uno dei traguardi più battuti dal Giro d'Italia negli ultimi anni. Non è un traguardo impossibile, ma può restare indigesto a qualcuno. Guai a sottovalutarlo, così come attribuirlo di eccessivi significati e attese, anche perché domani c'è il Gran Sasso d'Italia (Campo Imperatore), e lì non si scherza.

Però è la sommatoria di questi due giorni che metteranno a dura prova i corridori e daranno altre indicazioni importanti in chiave classifica generale. È un Giro che sale di quota, che guadagna terreno e chilometri, che logora a fuoco lento e ci promette spettacolo.

Il terreno per darsi battaglia ce n'è a sufficienza, l'importante è che ne abbiano voglia i corridori. Io mi accomodo in poltrona, e lo spettacolo non me lo perdo assolutamente.