Brocchi si gioca il futuro Silvio l'amore dei tifosi

Cristian alla squadra: «Gli alibi sono finiti». Ma il popolo rossonero è agitato Oggi Berlusconi a Milanello: «Grazie Miha, ma lavoro al Milan di domani...»

Non è stato il famoso fulmine a ciel sereno. Semmai il lento ma inevitabile strappo di un rapporto ormai logoro e non più recuperabile, rovinato da prove inquietanti (Atalanta) e da risultati più che deludenti (sesto posto in bilico per la concorrenza del Sassuolo). Così è finita, all'alba del nono mese, un parto complicato e difficile sin dall'inizio (Sarri il primo candidato), l'esperienza di Sinisa Mihajlovic alla guida del Milan, nata tra rare diffidenze e molte aspettative. Silvio Berlusconi non ha deciso lunedì sera di chiudere con il tecnico serbo e di puntare sull'azzardo Brocchi. Nella sua testa, questa scelta, era maturata da tempo, accarezzata già ai tempi del traballante Inzaghi e ripresa appena i frutti del lavoro di Mihajlovic hanno denunciato i limiti stilistici, peraltro noti, e la mancanza del colpo d'ala reclamato dal presidente. La sua assenza dalla tribuna per Milan-Juve è diventato il segnale dell'allarme rosso perché già nelle settimane precedenti ad Arcore il Cavaliere aveva ricevuto una, due, tre, quattro volte Christian Brocchi, sottoponendolo a un vero e proprio esame, per capire se fosse la persona giusta cui affidare il Milan in questi quaranta giorni di fuoco. E alla fine anche Galliani, difensore tenace della conferma di Mihajlovic, ha dovuto arrendersi alla volontà presidenziale che nel frattempo aveva ricevuto segnali di rottura da parte di alcuni esponenti (quelli esclusi dal tecnico: Diego Lopez, Boateng, Menez, Josè Mauri, Zapata) della rosa.

L'altro motivo per il quale Berlusconi ha dato un colpo di acceleratore è da ricercarsi nell'esito di Milan-Juve: si è convinto che con la resa finale, fisica e nervosa, la squadra si sarebbe consegnata a una coda di stagione demotivata. La stessa frase di Sinisa sabato notte («non so che tipo di Milan ritroverò domenica contro la Samp») è stata interpretata come il riconoscimento di una sintonia ormai compromessa con lo spogliatoio. L'eredità di Mihajlovic è sotto gli occhi di tutti: 49 punti in 32 partite, una media di 1,53 a partita, la seconda peggiore degli ultimi sei tecnici, più una finale di coppa Italia dal percorso facilitato, qualche successo luccicante contro le grandi e un disastro atomico contro le medio-piccole.

L'annuncio della clamorosa svolta, arrivato da giornali e web, ha provocato uno choc a Milanello; qualcuno (Donnarumma, Buonaventura, Abate) si è commosso nel congedarsi dallo staff che ha svuotato gli armadietti mentre Sinisa si è sentito al telefono con Galliani e ha chiuso l'esperienza con uno scatto d'orgoglio, «vado via a testa alta».

Il popolo rossonero non l'ha presa naturalmente bene: 4 allenatori in 2 anni sono un record di cui non è possibile menare vanto. E sui social la protesta si è scatenata. Tutti contrari al cambio, da Salvini («non capisco la società») all'ultimo dei tifosi. Non è la prima volta che le scelte contro-corrente di Berlusconi, in materia di allenatori, hanno provocato unanime dissenso. Accadde anche ai tempi di Sacchi e Capello. Solo che questa volta Brocchi è un azzardo vero e proprio, un deb in tutti i sensi, anche se dotato di una straordinaria auto-stima e animato da una filosofia calcistica che si sposa perfettamente con le idee del presidente.

Ieri pomeriggio, dopo il pranzo con Galliani (scortato da Gandini e Maiorino) e il breve predicozzo al gruppo («alibi finiti a questo punto» una delle frasi ricorrenti), ha diretto il primo allenamento assistito dallo staff traslocato dalla primavera. Brocchi è deciso a proporre subito il suo classico 4-3-1 (Bonaventura)-2. È animato da una grande fede, da un coraggio visionario verrebbe da aggiungere. Ha un contratto in scadenza a giugno: dovesse superare l'ostacolo, ambirà a un rinnovo sostanzioso, dovesse fallire potrebbe ritornare mestamente alla cura dei ragazzi. Oggi ci sarà la presentazione ufficiale. Ha dalla sua il sostegno del presidente che questa volta si sta giocando la storica credibilità presso la platea dei tifosi. Per questo motivo Berlusconi ieri sera via facebook ha prima ringraziato Miha «per il lavoro svolto con il massimo impegno» ma poi spiegato che «il Milan può e deve fare di più. Dobbiamo concludere la stagione nel migliore dei modi, provare a vincere la Coppa Italia e naturalmente rientrare in Europa... Brocchi è una scelta per preparare il futuro, un futuro nel quale il Milan deve tornare a gioco e risultati all'altezza della sua storia». E sempre per questo, oggi, probabilmente, il presidente sarà a Milanello per la benedizione al nuovo corso.

Commenti

pupism

Mer, 13/04/2016 - 09:09

Mi dispiace per il presidente ma quando il Milan vinceva aveva giocatori di ben altra qualità. Il valzer di allenatori ne è la dimostrazione. Tutto sommato l'unico che ci aveva visto giusto era Seedorf.......

Ritratto di marino.birocco

marino.birocco

Mer, 13/04/2016 - 11:00

Come sempre il nostro Presidente ha una lungimiranza eccezionale , chi meglio di Brocchi potrebbe allenare una squadra di brocchi ?

Ritratto di perSilvio46

perSilvio46

Mer, 13/04/2016 - 11:18

Il Presidente SILVIO BERLUSCONI è il più grande intenditore di calcio a memoria d'uomo, in gioventù allenatore Egli stesso. E' quindi spiegabile la Sua delusione, quando, dopo aver creato una squadra perfetta, equilibrata in tutti i reparti e con grandi giocatori, non siano stati raggiunti i risultati che Lui voleva. Ora con un nuovo allenatore, capace di recepire con prontezza e mettere in pratica le Sue disposizioni si apre una nuova stagione vincente per il Milan. Le deprimenti prove in Coppa Campioni di modeste squadre come la Juventus rendono necessario che in Italia ci sia una squadra in grado di competere, e vincere, in Europa.

prova7

Mer, 13/04/2016 - 12:04

ieri un mio post molto critico nei confronti di Berlusconi non è stato pubblicato, per cui non vale la pena commentare. Puntualizzo comunque che non è cambiando allenatore che si risolvono i problemi della squadra (innanzitutto si dovrebbe farla una squadra valida e questo non dipende da un allenatore ingaggiato a cose fatte).