La prima di Brocchi a S.Siro "Dobbiamo avere coraggio Balo? Mi piace, è profondo"

La prima a San Siro raddoppia le emozioni. Cristian Brocchi debutta da allenatore del Milan in casa. Di fronte quel Carpi appartenente alla categoria delle piccole, che tanti punti è costata alla gestione Mihajlovic. Sulla carta c'è un trittico per blindare il sesto posto: Carpi, appunto, Verona e Frosinone. Ma all'andata proprio questo terzetto tarpò le ali ai rossoneri: appena cinque punti conquistati e addio sogni Champions. Un girone dopo le ambizioni sono ampiamente finite, ma c'è da chiudere bene con un finale decoroso soprattutto pensando alla finale di coppa Italia del 21 maggio contro la Juventus.

Ecco perché Brocchi attua la politica del un passo alla volta: «Dobbiamo consolidare il 5 per cento in più che avevo chiesto e se possibile raddoppiarlo». La ricetta per digerire al meglio gli avversari sulla carta più abbordabili è una sola per l'ex allenatore della primavera rossonera: «Il Milan deve avere coraggio e non cercare scorciatoie. Con me la squadra dovrà sempre avere la consapevolezza di affrontare le partite da protagonista assoluta».

L'uomo da prima pagina dei suoi primi dieci giorni alla guida del club è sicuramente Mario Balotelli: «La cosa che più mi ha colpito e convinto sono gli occhi, per come mi guarda quando parliamo a tu per tu. Quando mi guarda mi dà qualcosa di profondo». Lo sa anche Brocchi che riportare Super Mario a livelli quantomeno accettabili gli può risolvere non pochi problemi. Stasera potrebbe rilanciare dal primo minuto anche Boateng. E spiega anche il suo lavoro: «Il primo esame per noi è mentale. Lavoro affinchè i giocatori svoltino. Innanzitutto mentalmente, perché occorre una mentalità vincente». E Berlusconi lo ha incoraggiato a continuare con le sue idee, mentre su un futuro cinese del club Brocchi ha solo una certezza: «Io non ne so nulla, ma sono sicuro al mille per mille che il presidente ama il Milan in maniera esponenziale».