Buona la seconda... Forse All'Italia non porta bene

Ai Mondiali 2014 bella la prima poi tonfo col Costarica E come Prandelli nel 2012, Conte non cambia l'undici

nostro inviato a Tolosa

Da sempre la seconda partita di un girone è uno snodo cruciale per le grandi manifestazioni dell'Italia. Dal 2000 (proprio una sfida con il Belgio, un 2-0 con i gol di Totti e dell'attuale ct azzurro) la nostra nazionale non la vince e la sequenza tra Mondiali ed Europei parla di cinque pareggi per 1-1 e due ko - clamorosi - con Croazia e Costarica. Persino la squadra campione del mondo di Lippi nel 2006 non riuscì a superare il secondo ostacolo del girone - gli Usa - in una partita in cui De Rossi commise la follia di farsi cacciare per una gomitata a McBride. Conte spera che l'aria cambi, una vittoria odierna ci manderebbe diretti agli ottavi con la prospettiva - Irlanda permettendo - del primo posto blindato.

E per far mutare il trend, il ct si affiderà di fatto alla stessa squadra, con un solo cambio (Florenzi per Darmian). Solo Cesare Prandelli, nelle ultime edizioni delle grandi competizioni, decise di confermare l'undici della gara d'esordio: era l'Europeo 2012 in Polonia e Ucraina, l'Italia partì con l'ottimo pareggio con la Spagna ma con la Croazia finì allo stesso modo. Più di un ct ha cambiato invece solo un titolare tra prima e seconda partita: Zoff nel 2000 batté la Turchia e con il Belgio inserì tra i titolari Iuliano per Pessotto; due anni dopo nel Mondiale 2002 in Corea e Giappone Trapattoni, dopo il successo con l'Ecuador, sostituì Di Biagio con Zanetti ma perse con la Croazia; turnover minimo anche per Lippi nei due mondiali 2006 e 2010: in Germania, contro gli Usa, Zambrotta prese il posto di Grosso, quattro anni dopo in Sudafrica il cambio fu obbligato e già avvenuto nella sfida precedente, con Marchetti in porta per l'infortunato Buffon. La rivoluzione fu di Arrigo Sacchi nell'Europeo del 1996 in Inghilterra: dopo il 2-1 alla Russia, ben cinque i cambi nell'undici titolare. In pratica solo la difesa rimase la stessa, tanti gli avvicendamenti dalla cintola in su, con Fuser, Dino Baggio, Donadoni, Chiesa e Ravanelli titolari al posto di Di Livio, Di Matteo, Del Piero, Zola e Casiraghi. Risultato: l'Italia perde 2-1 con la Repubblica Ceca e la qualificazione viene compromessa.

Stessa scelta di Donadoni nell'Europeo 2008 in Austria e Svizzera, ma lì gli azzurri arrivavano da una batosta subita dall'Olanda (0-3). Contro la Romania Chiellini e Grosso diventano titolari in difesa al posto di Materazzi e Barzagli, De Rossi e Perrotta entrano in luogo di Gattuso e Ambrosini, mentre in attacco Del Piero sostituisce Di Natale. Finisce 1-1, ma con la Francia il ct brianzolo ottiene il pass per la fase a eliminazione diretta. Turnover nel segno del tre per il Prandelli brasiliano del 2014, ma il cambio di Buffon fu obbligato perché il portierone juventino era infortunato per il debutto con l'Inghilterra e per il Trap portoghese del 2004, con l'ingresso di Cassano, Gattuso e Pirlo e l'esclusione di tre campioni del mondo due anni più tardi (Totti, Perrotta e Camoranesi). Due spedizioni entrambe disgraziate. Segno che non sempre le rivoluzioni pagano.