C'è Babbo Natale dietro l'EuroJuve

La super squadra è nata nella sosta invernale quando ha evitato le tourneé milionarie preferendo lavorare a Vinovo

Un inizio di campionato fulminante, subito sei vittorie compreso Milan a San Siro e Roma. Contemporaneamente un cammino zoppicante in Champions nel girone, sconfitta a Madrid con l'Atletico, battuta dall'Olympiakos con cui soffre anche in casa, seconda dietro ai madrileni anche se con una vittoria con due gol di scarto nello scontro diretto allo Juventus Stadium nell'ultima giornata avrebbe vinto il girone.

Cambio radicale quando la Champions inizia a diventare ad eliminazione diretta, siamo al 24 febbraio, qui la Juventus non perde più, batte due volte il Dortmund, fra ottavo, quarto e semifinale segna 9 reti e ne subisce 3. In campionato da febbraio gira all'incontrario, pareggia con Udinese, Cesena e Roma, perde con Parma e Torino, e poi tanti 1-0, col Sassuolo, Palermo, Genoa e Sampdoria. E se si esclude l'impetuoso 3-0 a Firenze nel ritorno di semifinale, anche in coppa Italia, in questa prima parte dell'anno solare la squadra fatica, solo 1-0 a Parma, sconfitta in casa dalla Fiorentina.

Sono statistiche, numeri, Allegri ha già fatto sapere che non è con quelle che si vince qualcosa, però l'andamento è bizzarro. Come se avesse ordinato di mettere subito al sicuro il quarto scudetto consecutivo tralasciando la prima fase Champions in quanto la qualificazione era quasi scontata con Malmoe e Olympiakos nel girone, e poi a giochi fatti in serie A, tutto l'interesse spostato sull'Europa.

Ci sta, e non sembra neppure una delle strategie peggiori, soprattutto perché ha funzionato, è riuscita. Nella prima parte del campionato ha quasi sempre giocato la squadra migliore, i titolarissimi, mentre contemporaneamente Roma e Napoli hanno iniziato a perdere colpi e partite importanti. Mentre in Champions Allegri ha dato spazio ad alcuni esperimenti, come con l'Olympiacos quando schiera per la prima volta la difesa a quattro.

Questo lascerebbe credere che alle spalle di tutto questo ci sia stata una preparazione dedicata a questo scopo, richiami particolari, differenziati. Niente di tutto questo, o se c'è stato qualche segnale in questo senso, è stato dettato da infortuni o acciacchi nella norma. In realtà la chiave potrebbe essere la sosta invernale, la Juventus non è andata in giro a prendere soldi, zero tourneè, zero viaggi transoceanici, tutti assieme a Vinovo a lavorare a 2 passi da casa.

E poi il mercato. Morata con la rete di mercoledì sera si è ripagato, lo scetticismo che ha coinvolto l'arrivo di Patrice Evra si è dissolto come il grido «Allegri non lo vogliamo». Il tecnico in scadenza a giugno 2016 verrà riconfermato almeno fino alla stagione 2017/18 con probabile ritocco dello stipendio da 2,5 a 3 mln a stagione più bonus. E poi Dybala (al Palermo 28 milioni più otto di bonus e quattro in calciatori), Cavani, o altri su questo livello, i circa cento milioni di proventi dell'attuale Champions aprono scenari inimmaginabili. Adesso questa Juventus pensa all'immediato, nessuno immagina che regalerà le prossime con Inter, Napoli e Verona, ma è chiaro che la data è quella del 6 giugno, Berlino, il Barcellona. Una squadra più giovane. Gli undici blaugrana che hanno eliminato il Bayern sommano 301 anni, gli undici bianconeri che hanno eliminato il Madrid 325, la differenza non è esagerata, era più pesante con il Madrid, più di quarant'anni, e la Juventus al Bernabeu ha chiuso in attacco. Se proprio si deve trovare un varco per muovere qualche timore è nell'età della difesa, alta, tutti trentenni ad eccezione del 28enne Bonucci. Qui la Juve del futuro dovrà lavorare forte con una sorpresa per Berlino, i due più giovani in campo all'Olympiastadium saranno i ventiduenni Pogba e Morata, il primo uomo mercato del momento, il secondo in prestito con diritto di recompra . Ma tutto questo dopo Berlino.