Carambola Diego Costa È una Spagna al minimo

Il muro dell'Iran scardinato solo da un rimpallo fortunoso. Poco gioco e nel finale rischia la beffa

Doveva vincere. Per superare l'Iran che si è presentato avanti in classifica e per replicare al Portogallo di Cristiano Ronaldo che l'ha fermata alla prima uscita e con cui, sulla carta, si gioca il primato nel girone. Per giunta con il grandissimo favore del pronostico perché a bocce ferme tra Spagna e Iran non c'è gara. Ha vinto alla fine la Spagna ma con tantissima sofferenza. Un golletto un po' sporco del solito Diego Costa e poco altro per i tre punti che la Roja voleva.

Ma questo è il Mondiale delle sorprese e soprattutto delle piccole squadre che giocano a fare anticalcio. Già perché l'Iran visto con la Spagna per due terzi di gara ha giocato solo e soltanto per impedire il gioco altrui con 7, 8 anche 9 uomini costantemente dietro la linea della palla. Basti pensare che i due giocatori teoricamente più pericolosi della nazionale iraniana Ansarifard e Azmoun hanno fatto per larghi tratti il terzino e il mediano. D'altra parte, dopo la vittoria nella prima gara contro il Marocco per l'Iran si è presentata l'occasione più unica che rara di qualificarsi agli ottavi di finale del Mondiale. E allora c'erano poche alternative, pochi altri modi di giocarsela contro una nazionale forte e blasonata come la Roja. Praticità alla faccia dello spettacolo.

Hierro in avvio cambia qualcosa rispetto all'esordio. Dentro Carvajal e fuori Nacho in difesa, davanti spazio a Lucas Vazquez al posto di Koke. Ma è sempre il tiki taka classico a farla da padrona. Un po' lento e un po' macchinoso, va bene, ma contro una squadra che corre in maniera forsennate e gioca sempre chiusa era davvero difficile giocare in maniera differente.

Il primo tempo è a tratti imbarazzante da tanto sia netto il dominio spagnolo. Eppure le occasioni da gol sono poche, frutto di episodi più che della asfissiante manovra fatta di passaggi in serie. Diego Costa non la prende mai, Silva ci prova da fuori, Pique e Sergio Ramos salendo sui calci piazzati. La ripresa inizia sulla stessa falsariga con la Spagna a fare gioco e l'Iran bello chiuso dietro a proteggere lo 0 a 0. Ma il muro dura soltanto 9 minuti. Iniesta inventa, Diego costa controlla e dopo un flipper con Rezaeian manda la palla in rete con un bel po' di fortuna.

È l'episodio che serviva alla Spagna per sbloccare una partita difficilissima e mettersi, teoricamente, un po' al sicuro anche se a questo punto l'Iran non ha nulla da perdere e si getta in avanti. Tanto che al 17' troverebbe anche il pari, in mischia, con Ezatolahi ma l'esultanza iraniana è stoppata dal guardalinee (e dal var) che pesca in fuorigioco il difensore. Scelta giusta che conferma la bontà dell'uso della tecnologia.

Il possesso spagnolo diventa fondamentale per addormentare i ritmi anche se l'Iran ci prova fino alla fine ma senza successo. La Spagna vince come voleva e come gli serviva ma per arrivare in fondo servirà molto, molto di più.