La carriera di De Rossi in Nazionale: uno degli eroi di Berlino

De Rossi lascia il calcio italiano dopo 13 anni con la maglia dell'Italia e la storica vittoria ai Mondiali 2006

Daniele De Rossi e la Nazionale italiana, un rapporto lungo 13 anni con 117 presenze e 21 gol, impreziosite dalla vittoria ai Mondiali 2006 in Germania.

"Ha qualità tecniche e umane importanti, a 20 anni, mi ha fatto decidere di fargli saltare un anno in Under 21 perché era sprecato'' diceva Marcello Lippi di De Rossi. L'avventura con l'Italia nasce proprio nei match di qualificazione ai Mondiale 2006 con il debutto il 4 settembre 2004, nella partita Italia-Norvegia a Palermo in cui realizza anche il suo primo gol in Nazionale. Lippi lo impiega subito con continuità come uno dei punti forza della squadra titolare della squadra che prenderà parte alla spedizione in Germania.

Un Mondiale che non nasce sotto una buona stella per De Rossi, quando durante la seconda partita della fase a gironi contro gli Stati Uniti viene espulso, per aver inferto una gomitata durante un contrasto aereo l'americano Brian McBride, ferendolo al volto. La scorrettezza gli costa 4 giornate di squalifica. E' di sicuro il momento più complicato per il centrocampista giallorosso che riesce però a risorgere come spesso gli capiterà in carriera. Tornato a disposizione per la finale contro la Francia, dopo essere subentrato nella ripresa a Francesco Totti, realizza il terzo dei cinque rigori della serie finale. La vittoria dei Mondiali sarà il successo più importante della sua carriera, di uno dei fantastici condottieri di quella storica impresa.

Sempre i rigori saranno il suo leit motiv in azzurro ma stavolta l'esito è infausto: due anni dopo nei quarti di finale degli Europei contro la Spagna non trasforma il secondo dei calci di rigore errore che, sommato a quello successivo Di Natale, determina l'eliminazione dell'Italia. Dopo la breve parentesi Donadoni, resta sempre in azzurro anche col ritorno di Lippi facendo parte di un gruppo ormai privo di fame e voglia di stupire, eliminato ben presto in Sudafrica. Protagonista anche con la gestione Prandelli, ciclo iniziato prima con la finale persa agli europei contro la Spagna, dove gioca con grande efficacia da difensore centrale, l'ultimo sprazzo di luce una Nazionale che ormai ha perso la retta via.

Seguirà l'eliminazione ai Mondiali in Brasile con l'Uruguay fino ai tragici spareggi con la Svezia per Russia 2018. L'andata a Solna sarà la sua ultima presenza in azzurro. Nel match di ritorno resterà in panchina a soffrire per l'Italia, alla ricerca disperata del gol qualificazione, urlando a Ventura: ''Non mettere me, fai entrare Insigne'', sempre da leader, sempre da De rossi, l'ultima immagine di un campione che mancherà tanto alla Nazionale e al calcio italiano.

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