Cassano lascia il calcio: l'addio in una lettera

Antonio Cassano dice basta, dopo pochi allenamenti con la Virtus Entella, il calciatore barese lascia definitivamente il calcio, spiegando i motivi in una lettera

Antonio Cassano ha deciso di ritirarsi, da poco in forza alla Virtus Entella, il talento di Bari Vecchia ha spiegato i motivi dell'addio al calcio in una lettera.

Dura pochissimo l'esperienza di Cassano alla Virtus Entella, solo qualche allenamento e appena 22 minuti nell'amichevole di metà settimana, il tempo giusto per mettere ancora in mostra la sua grande classe, due assist e altre giocate di grandissimo talento. Dice addio al calcio, lo fa a modo suo in una lettera che spiazza tutti e arriva all'improvviso proprio quando tutto il mondo della Virtus Entella era già pronto a sognare.

L'apertura è chiara ed inequivocabile: ''È arrivato il giorno, quello in cui decidi che è finita per davvero. Ringrazio il presidente Gozzi e i ragazzi dell'Entella per l'occasione che mi hanno concesso. Gli auguro tutto il meglio''. Molto lucido sulle motivazioni, che lo hanno spinto al ritiro: ''In questi giorni di allenamento però ho capito che non ho più la testa per allenarmi con continuità. Per giocare a pallone servono passione e talento ma soprattutto ci vuole determinazione e io in questo momento ho altre priorità''. Non mancano rimpianti su quanto avrebbe potuto fare nella sua carriera: ''Sì, lo so, con un altro carattere avrei potuto vincere di più e giocare meglio, ma credetemi, ho vissuto comunque emozioni incredibili e oggi ho accanto a me le uniche cose che contano davvero. La mia famiglia, gli amici e zero rimpianti''. La chiusura è sul suo futuro, che vede lontano dal calcio: ''Adesso comincia il secondo tempo della mia vita, sono curioso e carico di dimostrare prima di tutto a me stesso che posso fare cose belle anche senza l'aiuto dei miei piedi''.

Salvo ripensamenti, l'ultima puntata della carriera di uno dei talenti più controversi del calcio italiano. L'approdo nel grande calcio col Bari del suo maestro Fascetti ad appena 17 anni, l'arrivo nella Roma di Totti dove non mancano turbolenze, la grande occasione nel Real Madrid di Capello, il ritorno in Italia con le esperienze brevi con Milan e Inter, fino alla nuova vita alla Sampdoria probabilmente l'apice della sua carriera, una splendida storia d'amore rovinata da una furiosa lite con il presidente Garrone. Si accasa poi al Parma, prima di ritornare in blucerchiato, l'ultima parentesi rilevante della sua movimentata vita calcistica, che lascia tanti rimpianti ma conserva il suo marchio inconfondibile.