Che sorpresa questa maglia rosa che paga dazio

È il ciclismo, bellezza. È il Giro, cari amici. Quando pensi che molto sia stato detto, e ormai si sia solo ai dettagli, ecco che la tappa meno pericolosa di questo trittico da far paura, regala emozioni uniche. Ero convinto che a Prato Nevoso sarebbe successo molto poco. Ero convinto che su quell'autostrada all'insù, dove si procede di rapporto e potenza, Simon Yates non avrebbe perso nulla. Invece il ciclismo insegna sempre che le corse le fanno i corridori, e quando si ha a che fare con i grandi corridori come Tom Dumoulin e Chris Froome, nulla è scontato. Sia ben chiaro, anche il nostro Domenico Pozzovivo è stato bravissimo. Puntale, reattivo e attento: non ha perso una pedalata. Ma la battaglia l'hanno scatenata quei due là.

Il primo, Dumoulin, ha costretto alla difensiva il britannico. Froome, poi, gli ha dato il colpo di grazia. Bisogna ora capire se Yates sta pagando la fatica di quasi tre settimane a tutta, o se quella di ieri è stata solo una piccola battuta d'arresto, data dall'alta temperatura (ieri per la prima volta faceva caldo), o da una cattiva alimentazione (ha mangiato e bevuto a sufficienza): basta poco per pagare qualcosa. Credo che a questo punto ci sia poco da dire, ma tanto da fare (per i corridori) e per noi appassionati la gioia di vedere un grande spettacolo. Oggi mi metto lì e non perdo un solo chilometro. Questo Giro, vada come vada, è semplicemente una delizia.