Il Chelsea esclude a vita dallo stadio un tifoso razzista

Decisione senza precedenti del club londinese che ha annunciato di avere escluso a vita da Stamford Bridge un tifoso che aveva tenuto un comportamento razzista allo stadio. Sospesi per lo stessi motivo altri cinque supporter

Avevano tenuto un comportamento razzista nei confronti di Raheem Sterling durante il match con il Manchester City del 18 dicembre 2018. Per questo motivo, il Chelsea ha comunicato di avere bandito a vita un suo tifoso da Stamford Bridge. Allo stesso tempo - e per lo stesso motivo - altre cinque persone sono state escuse dallo stadio per un periodo compreso tra uno e due anni. Il club londinese ha comunicato di avere atteso la fine delle indagini della polizia, che aveva spiegato come non ci fossero i presupposti per un procedimento penale nei confronti degli indiziati. Di qui la decisione della società del presidente Abramovich di procedere con le sanzioni.

"Non ci siamo chiesti se si fosse verificato un crimine o meno, ma se ci fosse stata una violazione delle regole e delle condizioni di vendita - si legge in una nota dei blues - Nel prendere la sua decisione, il club ha preso in considerazione tutta una serie di elementi, tra cui prove video e testimonianze di due esperti di lettura orale, che hanno evidenziato come siano state utilizzate parole di natura razzista. A tal proposito - scrive ancora il Chelsea - il comportamento dei sei tifosi ha superato il limite dell'accettabile".

Nello specifico, per il Chelsea il tifoso escluso a vita da Stamford Bridge ha tenuto un comportamento "razzista, minaccioso e aggressivo", mentre gli altri cinque si sarebbero "limitati" ad espressioni volgari anche se sempre con un atteggiamento "minaccioso e aggressivo". I sei potranno fare ricorso contro la decisione del club, che si è detto disponibile ad ascoltarli.

In Italia

In Italia non è mai successo che uno o più tifosi siano stati esclusi individualmente dallo stadio per cori o comportamenti di discriminazione razziale. Le norme attualmente in vigore prevedono che le partite possano essere sospese su indicazione del responsabile dell'ordine pubblico. Per quanto riguarda i provvedimenti contro le tifoserie che si macchiano di cori razzisti, il giudice sportivo può decretare lo svolgimento di una o più partite a porte chiuse (o la chiusura di un singolo settore dello stadio).