Chiellini rimette insieme l'Italia che perde i pezzi

Il ko con l'Irlanda, Lippi via, Conte che lascerà E Giorgio: "Basta disfattismo, ce la giochiamo"

nostro inviato a Montpellier

Sale la temperatura intorno all'Italia. E non solo per gli oltre 30 gradi che accompagnano l'allenamento azzurro a Montpellier, uno degli ultimi nel countdown verso la sfida con la Spagna da dentro o fuori. Il concetto di gruppo e di unità, oltre che di umiltà, continua a essere il mantra della truppa di Conte, che ricorda sempre da dove era partita la marcia verso l'appuntamento francese. Tanto che l'esperto e navigato Giorgio Chiellini, allineato ai diktat del ct, azzanna chi critica la Nazionale: «Un giorno siamo pippe, un altro fenomeni, un altro ancora torniamo pippe, ci vuole equilibrio nelle valutazioni. Se avesse segnato Insigne sarebbe stata grande Italia? E se Ibra non fosse stato in fuorigioco a Tolosa e avesse fatto gol, io sarei stato meno bravo? Dopo l'Irlanda ho visto un po' di disfattismo, sono state attaccate persone che non lo meritavano, le cosiddette riserve hanno dato il massimo».

C'è unità nei tifosi, delusi forse dal ko di mercoledì scorso ma sempre vicini alla Nazionale nelle grandi manifestazioni: l'appello di Conte sulla maglia azzurra è stato accolto con un discreto successo e in tv l'Italia del calcio continua a fare ascolti da record. «È giusto che sognino ma noi dobbiamo restare ancorati alla realtà», ammonisce Chiellini. C'è però un'Italia fuori dal campo che perde pezzi. Antonio Conte lascerà l'azzurro alla fine dell'Europeo, Marcello Lippi era un possibile cavallo di ritorno che invece non tornerà. E senza nulla togliere all'esperienza e alla capacità di Ventura e del possibile nuovo dt (ammesso che questa figura venga riproposta dal presidente Figc Tavecchio, Guidolin e Zaccheroni le alternative sul piatto), sono due pezzi da novanta che verranno a mancare. Conte continua a preparare con serietà la spedizione, ma non può non essere un pochino distratto dalla costruzione del Chelsea che prenderà in mano l'11 luglio. Lippi è rimasto incastrato nel trappolone della norma Figc che prevede il conflitto di interessi e ha preferito tirarsi indietro prima ancora che i giudici della Corte federale decidessero su una possibile revisione della norma che avrebbe risolto la questione. «Era scritto che finisse così», disse Tavecchio dopo l'annuncio dell'addio dell'attuale ct. «Sono rammaricato per il suo passo indietro ma ci sono delle regole, serviva il parere della Corte che ha i suoi tempi», così ieri sulla vicenda dell'allenatore viareggino.

Il presente parla però di Italia-Spagna, il dentro o fuori per una Nazionale bistrattata ma sempre capace di sorprese. E Chiellini, uno dei bastardi della difesa indiscusso nostro punto di forza, ricorda i duelli dal 2008, quando abbiamo fatto nascere il ciclo delle Furie Rosse, bestia nera degli azzurri (non la battiamo dal 1994 in competizioni ufficiali). «A Kiev (finale dell'Europeo 2012, ndr) non abbiamo avuto modo di affrontarla, io per primo, perché non avevamo recuperato dalla gara con la Germania - così lo juventino -. Le mie lacrime dopo quella finale? Ci sono immagini recenti più belle... Quattro anni prima a Vienna fu una partita molto equilibrata con poche occasioni da ambo le parti. E anche lunedì sarà così, i dettagli potranno fare la differenza. A Fortaleza (Confederations Cup 2013, ndr) forse avremmo meritato qualcosa in più, peccato per un'altra eliminazione ai rigori. C'è rispetto reciproco, sarà il classico confronto di stili diversi». Con almeno 13 protagonisti dell'ultima finale europea, come se il tempo si fosse fermato. Sta a noi farlo ripartire, magari con un happy end.