Conta il campo E il ct ritorna selezionatore

C hiellini e Marchisio non giocano e tradiscono acciacchi fisici? Nessun problema: fuori dalla Nazionale. Dopo, naturalmente, telefonata di cortesia riservata ai senatori del gruppo. Gabbiadini resta a casa per insulto muscolare alla prima convocazione? C'è subito Petagna, già osservato durante il precedente stage. Bernandeschi marca visita? Ecco pronti Politano e Verdi. Quest'ultimo, talento puro del Bologna reduce da un infortunio e, per fortuna di Donadoni, tornato giusto in tempo per ridare vita al Bologna. Infine: Perin e Marchetti tra i grandi assenti del campionato? Ecco spuntare addirittura dalla serie B Meret, giovanissimo portiere di proprietà dell'Udinese spedito a Ferrara per farsi apprezzare. Sembrano le mosse di un ct rivoluzionario con l'intento di stupire e invece sono le scelte di un vecchio lupo di mari calcistici che si ritrova a metà del guado della qualificazione mondiale con un viaggio (a inizio settembre) in Spagna che può risultare decisivo quasi quanto la sfida prossima della Juve col Barcellona. Non c'è solo la gioventù al comando di Gian Piero Ventura, c'è anche l'apprezzamento per qualche maturo giovanotto espressione simbolica dei nuovi protagonisti del campionato. Per esempio l'interista D'Ambrosio. Impensabile fino a qualche tempo fa la sua candidatura in azzurro quando l'Inter solcava mari tempestosi con De Boer in panchina e una classifica deprimente. Stesso metro per l'Atalanta che è diventata nell'occasione una sorta di pozzo di san Patrizio: ricchezze misteriose levigate da Gasperini hanno preso a luccicare e tra questi anche Spinazzola, l'ultimo arruolato a Coverciano.

Ventura è diventato un perfetto esploratore? No. Forse, magari senza volerlo, sta invece interpretando il ruolo più autentico e indispensabile di selezionatore, insomma di uno che va in giro tutte le domeniche a vedere partite, che osserva e prende appunti sul suo taccuino in compagnia di Lele Oriali, consigliere affidabile, per poi tirare le somme con le convocazioni diventate una complicazione per Di Biagio, ct del'under 21 a cui questa volta ha almeno lasciato in dote Chiesa, l'altro gioiellino della Fiorentina. C'è un solo assente in tutta questa platea di vecchi e nuovi inquilini di Coverciano: si chiama Berardi che ha fama di essere una testa calda. Da qui al mondiale ci sarà il tempo poi per restringere le ricerche, battezzare il gruppo dei 23 e preparare l'avventura in terra di Russia in caso di qualificazione. Mettendo da parte, magari, qualche santone arrivato al capolinea. E non solo anagrafico.

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