Conte, bordata a Suning E il polverone nasconde le colpe dei suoi errori

Il tecnico ha messo a disagio la società evitando ogni responsabilità. Ora Marotta dovrà mediare

Se l'obiettivo di Conte è fare in modo che l'Inter si rinforzi a gennaio, c'erano sicuramente altri modi. Un mese fa, dopo la notte del Camp Nou, andò da Zhang jr e gli disse: «Hai visto Vidal? Ecco perché avevo detto di prenderlo». A Dortmund ha preferito parlargli attraverso la tv: «Queste partite devono far capire a chi deve capire, quali sono i problemi dell'Inter». Il presidente non ha gradito, papà Zhang ancora meno. Così Marotta deve fare l'equilibrista perché la situazione non esploda: conosce Conte e il suo carattere, i suoi modi diretti che possono diventare sgradevoli. Altra cosa è il mercato: lui e Conte possono metterci le idee, ma i soldi li deve mettere Suning. E i cinesi in 3 anni hanno dimostrato che il denaro c'è, ma non si butta più. Resta dura per tutti e non solo per Conte, capire come chi 3 anni fa spese 45 milioni per Joao Mario e 30 per Gabigol, a luglio e da qualificato in Champions non ne abbia voluti spendere 25 per Dzeko.

Se l'obiettivo di Conte era invece alzare un polverone perché nessuno ragionasse su come e perché la sua squadra si è fatta un'altra volta rimontare in Europa, ha sostanzialmente sbagliato tempi e modi. L'alibi della stanchezza glielo danno i fatti: l'organico non è largo e gl'infortuni l'hanno ulteriormente ridotto. A Dortmund in 6 (Handanovic, Skriniar, Brozovic, Barella, Lukaku e Martinez) hanno giocato la sesta partita da titolari in 17 giorni. Candreva e De Vrij la quinta (e nella sesta sono entrati nella ripresa). Che Borja Valero fosse un ex giocatore, si sapeva dall'anno scorso. D'Ambrosio, Asamoah, Gagliardini infortunati e rimpianti, in Champions League possono galleggiare, non certo eccellere. Lukaku ha fatto 2 gol nell'ultima Champions (nessuno nel girone), Martinez a questi livelli è quasi un esordiente, per quanto splendido. L'Inter ha perso a Barcellona e riperso a Dortmund, contro 2 squadre innegabilmente più forti. Eppure era in vantaggio, anche doppio, e si è fatta rimontare. Perché?

Questa è la vera domanda cui Conte non ha risposto, se non puntando l'indice contro chi lo paga 11 milioni l'anno, pensando magari che anche solo per questo, qualche magia la si possa inventare per uscire dai momenti critici. «Andiamo sempre a 1.000 all'ora: più che lavorare non possiamo fare», la sua lamentela. Conte pretende, stimola, sovraccarica ogni momento di squadra. C'è chi pensa che tutti i calciatori della rosa siano almeno un paio di chili sottopeso rispetto alla scorsa stagione. Con Conte si corre tanto e si fatica sempre, per questo Nainggolan è stato escluso dal progetto. Se si gioca molto, ci si allena meno e per conseguenza si può anche calare alla distanza. Nella partita, nei secondi tempi, e soprattutto nella stagione. Un vero alert scattato a Dortmund. Sabato c'è il Verona (torna Sensi, dovrebbe farcela D'Ambrosio, Politano ne avrà per almeno 30 giorni) e poi finalmente la sosta. Ecco, alla ripresa Conte dovrà provare anche un altro calcio: per quello della guerra sempre è provato che a questa Inter manca il fisico.

Commenti

COSIMODEBARI

Gio, 07/11/2019 - 11:06

Ancora condanna la proprietà dell'Inter per non avere speso 25 milioni di euro per Dzeko. La proprietà Cinese dell'Inter si è avvalsa di Marotta proprio per non spendere soldi a vanvera. La proprietà capì subito che avrebbe speso 25 milioni di euro non tanto per esaudire il desiderio di Conte ma per ritrovare come valore sottovalutato Lautaro. Colui a cui Conte avrebbe dato un posto fisso in panchina, proprio come era capitato già con Spalletti e Icardi. In campo europeo, da allenatore, sia di club che di Nazionale ha vinto zero tituli, proprio zero tituli. Lavorandoci per i 12 milioni annui che prende, Conte, non è riuscito ad impostare la squadra per mantenere il vantaggio contro il Borussia. Era successo pure contro la Samp, giocando in vantaggio doppio, seppure in 10. bramovic che lo cacciò e lo portò pure in tribunale, vincendo la causa in soldoni.