Conte fa turnover: dentro Llorente, fuori Buffon

Dopo l'Europa la Juve cambia faccia, c'è Marchisio in panca. Spazio anche a Storari in porta

Torino - Battere il Verona, che a Torino non prende punti da 25 anni, è il minimo che la Juventus si possa aspettare dalla partita odierna. Con il massimo rispetto per la squadra di Mandorlini - che non vinceva almeno due delle prime tre partite di serie A dalla stagione 1984-85, quella dello scudetto - registrare il terzo pareggio di fila o peggio ancora un ko del tutto inatteso farebbe scomparire del tutto il sorriso con cui Antonio Conte si è presentato ieri in conferenza stampa: «Le critiche che ci sono state fatte negli ultimi giorni sono normale amministrazione. Siamo la Juve, qui ci sono sempre grandissime pressioni e dobbiamo essere bravi a conviverci. Stanno capitando le stesse cose già successe l'anno scorso, quando pareggiammo le prime partite in Champions e si parlava di una Juve che faticava in Europa: poi abbiamo vinto 4-0 col Chelsea e siamo diventati i Re della manifestazione. Viviamo sempre di eccessi».

Dal momento che Conte alla Juve ci è cresciuto ed è diventato grande in tutti i sensi, nulla insomma stupisce. Nemmeno i borbottii di chi avrebbe voluto e vorrebbe Llorente in campo: «Non mi va bene essere criticato per il suo mancato utilizzo, visto che finora i risultati mi danno ragione. Lo spagnolo lo abbiamo scelto d'accordo con la società, come Pogba, Tevez e Vidal. E tutti insieme supportiamo i giocatori. Non è giusto dire che uno l'ha voluto Conte e un altro l'ha voluto chissà chi: i meriti e i demeriti ce li prendiamo tutti insieme, uniti e coesi. A Llorente, dopo un anno di poco utilizzo, mancava l'intensità: avrà la sua occasione». Oggi partirà dall'inizio e dovrebbe toccargli uno spezzone significativo di gara visto che «tutti vanno coinvolti, le rotazioni sono necessarie e indispensabili quando si giocano 7 partite in 23 giorni». Il basco non dovrà quindi sprecare la sua chance: con lui in campo, rispetto a Copenaghen, la Juve cambierà presumibilmente sei giocatori, primo tra tutti Storari che prenderà il posto di Buffon «per un normale avvicendamento già concordato».

Tra i convocati torna anche Marchisio, che però andrà in panchina. Così come in panchina, secondo il tecnico bianconero, finisce anche il romanticismo legato a un certo calcio: «Mi viene il magone se penso che Moratti sta cedendo l'Inter. Lui sta all'Inter come gli Agnelli stanno alla Juve: chiamatemi nostalgico, ma sapere che il club nerazzurro sta passando in mani straniere non è una notizia che mi renda contento».