Conte ha deciso di lasciare ma Tavecchio non ci crede

Il ct pronto al divorzio dopo l'Europeo, vuole tornare in un club. Il n.1 Figc proverà a convincerlo: la decisione finale a primavera

Ora che il primo step è stato superato brillantemente (la qualificazione a Euro 2016 con un turno di anticipo e un milione in tasca al ct come bonus previsto dall'accordo firmato ad agosto 2014), la marcia di avvicinamento all'appuntamento in Francia avrà come leit motiv il rinnovo del contratto di Conte. La posizione delle parti sembra ormai chiara: l'ex allenatore della Juve sarebbe orientato a non proseguire il rapporto con la Federcalcio, comunque vada la prossima avventura continentale; i vertici Figc, Tavecchio in primis che lo ha fortemente voluto sulla panchina azzurra dopo il flop mondiale, sperano di fargli cambiare idea.

Sarà un lavoro graduale, ai fianchi ma senza pressioni. Conte non ama ultimatum anche se apprezza il lavoro che sta facendo il presidente federale («altro che freddezza o gelo, con il ct siamo amici per la pelle, tra noi c'è anche stima reciproca e sintonia», precisa Tavecchio). In pratica si lascerà «decantare» la situazione, si farà un punto strada facendo nelle riunioni per organizzare amichevoli, raduno pre-Europeo e la trasferta francese. Poi a primavera inoltrata, quando la Nazionale avrà disputato i test di lusso con Spagna e Germania (marzo 2016), si prenderà probabilmente una decisione definitiva. Se Conte, come pare al momento, sarà rimasto sulle sue posizioni e resterà in attesa della chiamata di un club, la Federcalcio proverà a contattare un altro allenatore di livello. Anche per avere qualche mese in più a disposizione per riorganizzare lo staff tecnico. «Abbiamo la speranza di trattenere Conte se lui vuole restare, la collaborazione è massima. Siamo servi di tutti, ma schiavi di nessuno», la sottolineatura del numero uno della Figc. Che dice anche come «il calcio non stia andando verso una stagione di grandi compensi, se non si danno segnali particolari di costi gestionali a bilanci non si salva». Un altro messaggio subliminale all'attuale ct in quest'opera di «corteggiamento».

Difficile delineare gli scenari futuri: Conte potrebbe accettare la corte della Roma o emigrare verso la Francia (Psg in testa) o la Premier inglese (Tottenham); la Figc potrebbe invece dirottare la sua attenzione su tecnici liberi del calibro di Ancelotti, Allegri e Spalletti. Portando avanti quel progetto di «cantera» azzurra - un ct supervisore di tutte le nazionali - avviato con l'attuale gestione. La Puma, sponsor tecnico della Nazionale, ha versato nelle casse federali 4 milioni fino al 2018 per contribuire allo stipendio del ct al 50 per cento, con la condizione di una scelta di prestigio quale è stato Conte. Ecco perchè convincere l'allenatore pugliese a continuare la sua avventura anche nella corsa al Mondiale sarebbe un bel colpo per l'inquilino di via Allegri. In caso di divorzio e di una scelta di minore profilo, bisognerebbe rivedere gli accordi economici.

Per ora Conte pensa a chiudere il girone con una vittoria («onoriamo la qualificazione battendo la Norvegia»). E qui c'è la questione ranking che tanto ha fatto arrabbiare il ct. Battere la truppa di Hogmo potrebbe non bastare per entrare nelle prime 5 della classifica Uefa e quindi essere testa di serie nel sorteggio dei gironi dell'Europeo: il Portogallo è lontano e il Belgio ha messo la freccia - 0,005 punti l'irrisorio vantaggio - con il gol segnato in più rispetto agli azzurri (4 contro 3) nell'ultima sfida di qualificazione. «Ci sono regole assurde che non capisco», lo sfogo di Conte nella pancia dell'Olimpico di Baku. D'altronde per lui ci sono 500mila euro di bonus in palio se riuscirà a entrare nelle prime 9 posizioni del ranking mondiale. Oltre al milione se centrerà la finale di Parigi del 10 luglio 2016. «Spero di poter preparare una macchina da guerra, andremo in Francia per arrivare in vetta, bisogna essere sempre ambiziosi», il grido di battaglia del ct. Che prima dell'avventura transalpina potrebbe aver già scucito l'abito azzurro.

Commenti

linoalo1

Lun, 12/10/2015 - 09:19

E fa bene ad andarsene!!!Come si fa a gestire una Nazionale,senza la possibilità di scelta in un ampia rosa di giocatori Italiani??E poi,come si fa a creare una Squadra con poche possibilità di provarla,a causa dei troppi impegni dei Clubs e,di conseguenza,la loro poca disponibilità a fornire giocatori alla Nazionale??

beowulfagate

Lun, 12/10/2015 - 10:37

Basta con questo tira e molla.O se ne va o resta fino al 2018.Sfogliare la margherita non fa altro che logorare l'ambiente.E dal momento che la nazionale va avanti coi soldi pubblici,anche di quegli italiani ai quali il calcio non interessa,deve essere gestita nel miglior modo possibile.Questo non lo è.

ilbelga

Lun, 12/10/2015 - 11:51

fuori dai marroni tutta questa gente che piglia un sacco di soldi nostri. ad un allenatore della nazionale bastano 500mila euro. e vedrete che ne troviamo lo stesso. non ci credete???

merripol

Lun, 12/10/2015 - 16:30

La storia del ranking e' trita ed obsoleta; e - purtroppo tipicamente italiana. Non si cambiano le regole mentre il gioco e' ancora in corso. La regola di utlizzare il ranking UEFA per la designazione delle teste di serie dei CE in Francia era stata presa molto prima dell'inizio delle qualificazioni. Se Conte non riesce a capire la regola di quali partite conteggiare (nomen - omen!) per le teste di serie, si informi prima di criticarla. Paradossalmente essere in seconda fascia potrebbe essere un vantaggio, perche' il pericolo sono le terze e le quarte squadre di ogni girone e una forte testa di serie toglierebbe punti alle "cenerentole" del girone.