Cosa si nasconde dietro Higuain e i cicciobomba

Mai svelare i kg in pubblico. Se il club lo fa, qualcosa si è incrinato. I "grassi" celebri: Cassano, Ronaldo e Puskas

Una scelta di vita. Nel senso della circonferenza che assedia i nostri fianchi. Questo è il problema che può far saltare accordi e contratti milionari. Capita quando dall'uso di farmaci si passa all'abuso di liquidi e di cibo. La storia del football è piena di palloni gonfiati, nel senso vero, calciatori di taglia robusta, pesante, debordante, bulimici di gol e di fettuccine, di hamburger e di birre. Tutto il mondo è paese e bilancia. Oggi si chiacchiera sul fisico di Higuain che da bronzo di Napoli pare diventato uno sbafatore da strapazzo.Parola di Aurelio Del Laurentiis: l'argentino è sovrappeso, si potrebbe chiamare un calciopanettone, questo spiegherebbe il suo calo di rendimento nelle ultime apparizioni del Napoli.

Brutta cosa quella di spifferare i chili e le abitudini alimentari di un professionista. Se lo fa il suo datore di lavoro diventa una denuncia, come a dire «non sei un professionista o dimagrisci o smammi». Higuain è troppo importante per la voglia di scudetto che scalda il popolo napoletano, servono i suoi gol, la sua rabbia feroce, la sua garra. Secondo il presidente tutto questo repertorio sarebbe finito in troppe mangiate a Mergellina. Non cado nella trappola e sulla bilancia, escludo che Higuain si sia lasciato andare, semmai non si può chiedere a lui il miracolo come a San Gennaro.Ma se De Laurentiis avesse ragione allora diventa necessario sfogliare l'album dei ricordi e le cartelle cliniche di molti calciatori illustri. Sono numerosi i casi di esuberi sulla bilancia nel football internazionale. In principio e su tutti, William Foulke, mastodontico portiere del Chelsea, all'inizio del secolo scorso, centoquaranta chilogrammi per metri due di altezza, fu anche il capitano dei blues anche perché se qualcuno avesse osato contrastarlo Fatty Foulke avrebbe provveduto alla bisogna.

Nell'elenco dei cicciobomba, Oscar alla carriera per Ronaldo, quello bionico del Brasile e dell'Inter, del Real Madrid e del Barcellona, vittima del cibo e dell'alcool («mister, lo spogliatoio puzza di vino e di whiskey», confessò un giorno l'olandese Van Nilsterooy a Fabio Capello, nel tempo del Real); in lista Adriano, compare suo, idem come sopra per i vizietti. Anche noi italiani abbiamo avuto sull'argomento il giusto testimonial: Antonio Cassano si presentò al Real Madrid come un bambolotto gonfio di orecchiette; Paul Rideout, inglese del Bari, il giorno del raduno, al secondo anno di attività in Italia, fece registrare 8 chili in più rispetto all'ultima pesata.

Aggiungo Diego Armando Maradona, tendente all'ingrasso e, memoria sempre fresca, il colonnello ungherese Ferenc Puskas la cui adipe veniva evidenziata dalla bianchissima maglietta, misura medium-large, del Real Madrid; ma nel suo caso la raffinatezza del calcio con i piedi sapeva riequilibrare l'eccesso di peso. Erano tempi in cui si strafocava e si ingurgitava oltre il necessario, oggi l'atleta è sotto osservazione tutti i pasti minuto per minuto. Ogni tanto qualcuno sgarra, secondo De Laurentiis l'ultimo sarebbe Higuain ma non credo che una barretta in più o una mezza porzione di spaghetti in meno possano cambiare il rapporto tra il puntero argentino e il presidente. Quando si lavano i panni in piazza significa che qualcosa si è rotto. E non è la bilancia.

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