Costa solo 5 milioni la Liga del Maiorca

Dalle altre big spesi 1,2 miliardi. Il tecnico: "Ma i miei giocatori hanno fame"

Cinque milioni di euro per portare a casa dieci giocatori. Neppure ai tempi dei due fustini in cambio di uno si erano raggiunte simili vette di economia creativa. Eppure, nel reino del fùtbol, dove ad oggi sono stati spesi 1 miliardo e 266 milioni in acquisti accade anche questo. Succede che il Maiorca, reduce da un doppio salto mortale, si presenti ai nastri di partenza della Liga con virtuosismi di bilancio da far impallidire gli integralisti del fair play finanziario. Dei dieci innesti soltanto uno, Alex Alegria, ex di Betis e Levante, ha una qualche esperienza nella Liga, gli altri sono tutti aspiranti professionisti. «Hanno fame e non mi tradiranno - spiega Vicente Moreno, il 35enne tecnico che in due anni ha condotto il club delle Baleari dalla terza alla prima divisione - diversamente li prenderò a calci nel sedere».

È un Maiorca con il cuore colmo di fuoco sacro, del resto gli anni di Cuper, Roa, Soler, Engonga e Ibagaza sono un lontano ricordo e forse irripetibili. Lo spirito belluino di Moreno e del nucleo dei giocatori che iniziano l'avventura questa sera contro l'Eibar sono le principali virtù di una squadra che affronta il suo ritorno nella Liga dopo un'estate piuttosto impegnativa. Moreno e i suoi 11 sopravvissuti della terza divisione costituiscono l'ossatura. Il Maiorca, tuttavia, ha bisogno di qualcosa in più per sostenersi nel calcio nobile.

Lo sa benissimo il presidente del club, il tycoon canadese Robert Sarver, proprietario negli Stati Uniti dei Phoenix Suns. In tre stagioni ha ripianato debiti, generato entusiasmo portando al Son Moix circa 16mila spettatori a partita, ha affidato la direzione generale all'ex stella del basket a stelle e strisce, Steve Nash, ma è consapevole che manca ancora qualcosa. Per questo motivo si è riunito nelle ultime settimane con il sindaco maiorchino José Hila. Non è andato dall'alcalde per battere cassa. Dall'alto del suo patrimonio stimato in 20 miliardi di dollari non ne ha bisogno, desidera piuttosto generare un circolo virtuoso tra calcio e turismo.

Vorrebbe ottenere dal Real Madrid il prestito del virtuoso giapponese Takefusa Kubo, uno che ha stregato anche Zidane, ma che non può essere iscritto dai blancos per overbooking di extracomunitari. «Se non sarà Kubo percorreremo altre strade. Il mercato è ancora aperto - racconta Sarver - magari dirotteremo i nostri sforzi su un cinese. Portare calciatori dell'estremo oriente alle Baleari significa incrementare anche il turismo». Per ora ci si accontenta dell'attaccante croato Ante Budimir, prelevato per 2 milioni dal Crotone, ma la finanza creativa potrebbe generare qualche nuovo miracolo, ai margini dell'impero della triade Barça (Coutinho va in prestito al Bayern Monaco), Real, Atletico.