CR7, da Sarri a Santos Lisbona fa bene

La nazionale rigenera Cristiano Ronaldo. Il ct: «Gioca, è pronto»

C'è qualcosa che non torna. Oppure l'aria di Lisbona è una panacea per tutti i mali. Compresi quelli al ginocchio destro di Cristiano Ronaldo, ancora al centro dell'attenzione dopo la sostituzione della discordia, la seconda di fila, contro il Milan. Tra le giustificazioni addotte da Maurizio Sarri c'era stata la seguente: «L'ho tolto perché non l'ho visto benissimo, ha un problema che lo condiziona da un mese per via di un colpo preso al ginocchio in allenamento, da allora ha un piccolo risentimento al collaterale. È in un momento in cui non può allenarsi più di tanto».

Fuga dallo Stadium, volo per il Portogallo e in meno di 72 ore l'acciacco sembra essersi già dissolto. Durante gli allenamenti con la selezione lusitana è scomparso il cerotto che CR7 aveva sul ginocchio contro i rossoneri e soprattutto sulla vicenda è intervenuto in modo deciso il c.t. della nazionale portoghese Fernando Santos: «Se l'ho convocato è perché è tutto a posto» ha dichiarato «contro la Lituania giocherà, lasciandosi alle spalle le chiacchiere che vengono dall'Italia. Certe storie qui non devono arrivare, lui è pronto per giocare». Così stasera, all'Estadio Algarve di Faro (ore 20.45, diretta sul canale 20 di Mediaset), Cristiano ci sarà, il Portogallo non ha strappato il pass per Euro 2020 e la sua presenza è imprescindibile: nel gruppo B l'Ucraina è già prima, i lusitani si giocano la qualificazione con la Serbia, potendo contare su un punto in più e un calendario agevole, visto che poi domenica faranno visita al morbido Lussemburgo. Nella sfida giocata a Vilnius, nello scorso settembre, Ronaldo ha già fatto malissimo ai lituani, rifilandogli quattro gol. Nelle qualificazioni per l'Europeo itinerante, lo juventino ha segnato in tutto 7 reti in 6 partite ed è ancora in corsa per il titolo di capocannoniere visti gli ultimi 180' del tutto alla portata. E il compagno di squadra Ruben Neves ha spazzato via tutti i dubbi: «Possiamo aspettarci il Ronaldo di sempre». Quello che vorrebbero Sarri e la Juve, una volta siglato l'armistizio al rientro a Torino.