Crisi e la serie A spende quasi la metà dello scorso anno per fare mercato

Crisi del Paese e anche il mondo del pallone ne paga dazio

Crisi Italia e ne risente anche il Mondo del calcio nostrano Quasi la metà i soldi spesi sul mercato rispetto solo alla scorsa stagione

Che il calcio nostrano attraversi ormai da anni una crisi che non pare vicina a concludersi lo hanno certificato diversi fattori.

Ora però, dopo i ripetuti fallimenti a livello continentale coi club e le due pessime figure fatte dalla nostra Nazionale negli ultimi due Mondiali (con l'intermezzo del buon Europeo 2012, che oggi come oggi appare frutto del caso e delle congiunzioni astrali che a volte gli "Dei del calcio" rendono possibili) è arrivata un'altra conferma della situazione tutt'altro che rosea del nostro movimento. Un'indagine effettuata da Tuttosport ha, infatti, reso palese come i soldi spesi nel calciomercato nostrano sia stati decisamente pochi non solo se rapportati agli altri Campionati, ma anche se paragonati a quelli che le Società del Belpaese hanno fatto girare 12 mesi fa. Conti alla mano si scopre, infatti, che se in Premier è stato speso qualcosa come un miliardo di euro ( in realtà parliamo di una cifra leggermente superiore), cifra che ha reso il campionato inglese quello dove si è speso di più, in quello italiano se ne sono invece spesi 300 milioni.

Naturalmente 300 milioni di euro rappresentano una cifra enorme per noi comuni mortali, ma se si pensa che l'anno scorso, di questi tempi, i milioni spesi erano stati 500 e che la Serie A è ben lontana da Premier e Liga per quel che riguarda gli investimenti realizzati sul mercato dei trasferimenti, si capisce come il calcio italiano attraversi una crisi di tipo strutturale che difficilmente si risolverà in pochi anni. Una crisi ormai che è anche una questione di appeal, visto che giocatori di medio livello come Abel Hernandez preferiscono un piccolo club di Premier come l'Hull City o svernare in Campionati che un tempo sarebbero stati impensabili ( basti pensare al Gila emigrato in Cina o all'ancora giovane ex livoernese Paulinho conquistato dai petroldollari dei Al-Arabi), disposti a coprirli di oro, piuttosto che giocare in piazze italiane più affascinanti e storicamente più prestigiose.