La Croazia si blocca e il Portogallo fa festa in punta di Trivela

Dopo 116' senza tiri, Rui Patricio e il palo fermano Perisic. Poi Quaresma fa il colpo

Claudio De Carli

Un contropiede di Renato Sanches che attraversa il campo, cerca Quaresma ma svirgola e serve involontariamente Ronaldo, sinistro respinto da Subaric irrompe Quaresma e segna il gol che elimina la Croazia dal suo Europeo e spedisce il Portogallo ai quarti con la Polonia al 117'.

Questione di centimetri, nei tre minuti restanti la Croazia ha sfiorato due volte il pareggio dopo aver trascorso quasi due ore senza tirare in porta. Sono mancati i protagonisti, Ronaldo, Mandzukic, Modric, Nani, Perisic, ma sono mancate anche le squadre. Tutta questa qualità riversata sul campo non si è vista, ed era lo scontro più atteso. Pochi gol in questo Europeo, su tre ottavi giocati uno è finito ai calci di rigore, l'altro si è chiuso prima grazie a una autorete, questo ai supplementari, difese buone, non fantastiche, attacchi scarsi, non scarsissimi.

A Lens poco Cristiano Ronaldo e pochissimo Mandzukic, non devono parare Subasic e Rui Patricio, qualche uscita alta, nessuna vera occasione da gol, Pepe su punizione dalla sinistra precede tutti e alza sulla traversa, ma era in evidente off side neanche rilevato da Velasco Carballo. Perisic è andato via un volta, poi ha chiuso male di sinistro. Modric è lentamente sceso dopo un inizio interessante in cui era riuscito a trascinare la Croazia nella metà campo portoghese. Ma senza mai creare qualcosa di buono, i momenti meno banali quando Cristiano Ronaldo ha rifilato un pestone a Srna e pochi minuti dopo quando Josè Fante ha replicato su Rakitic, entrambi abbastanza fortuiti ma dolorosi.

Nessuna gabbia su Ronaldo mentre dall'altra Rakitic sempre nel radar di Adrien Silva. Più paura che voglia di segnare, Cristiano Ronaldo non è mai entrato in area di rigore palla al piede, quando lo pescano, è il 22' della ripresa, stoppa di petto e regala ai croati il pallone. Non ha neppure subito i soliti molteplici falli, il primo tempo è finito così, senza uno straccio di brivido. Un sinistro di Modric che si spegne al secondo anello dopo dieci minuti, sancisce l'inizio della ripresa.

Il Portogallo sarà anche Ronaldo ma ormai il suo capitano gioca nei trenta metri dopo la metà campo, e forse già questa è una esagerazione, ha toccato due palloni, forse tre, d'accordo che gli basta una frazione di secondo per lasciare il segno ma intanto la squadra gioca in dieci. Nani ha fatto poco per aiutarlo, si è preso un calcio nel fianco in piena area da Strinic ma Velasco Carbalo non ha fatto una piega. Se i solisti del Portogallo non entusiasmano allora sarà merito del complesso degli slavi che sono più squadra ma in realtà sono ancora più tristi. Mandzukic letteralmente nullo, al confronto quello di Ronaldo è un partitone. Cacic lo toglie a un solo minuto dal 90', stremato, la maglia intrisa di sudore, entra Kalinic. Perisic non ripete lo show, Brozovic anonimo, di Modric già detto. Santos inserisce Quaresma troppo tardi, nazionali molto stanche. Anche questa va ai supplementari, più Croazia nel possesso palla ma onestamente è solo un dato statistico, sul campo non si è capito. Meglio la Croazia nei suplementari, palo di Perisic su deviazione di Rui Patricio, rovesciamento, tira Ronaldo, respinge Subasic ma proprio sulla testa di Quaresma.