Dai palasport alla tv, l'Italvolley conquista l'Italia

Gli azzurri fanno il pieno di spettatori: tre sere da 12mila a Milano e 3 milioni sul divano

Adesso il mondiale di volley è davvero italiano, ieri sera si è chiusa la seconda fase, a Milano e a Bologna, a Varna e a Sofia, con qualificazione di Serbia, Brasile e Usa, accanto all'Italia, più Russia e Polonia che si sono aggiunte ieri. Da domani si proseguirà solo a Torino, con il sorteggio della final six e le seconde dei gironi, da distribuire in entrambi i gruppi, con il rischio per i nostri di ritrovare i russi, da cui sono stati sconfitti sabato sera al Forum per 3-2.

E' un mondiale equilibrato, senza squadre a punteggio pieno, molto difficile da decrittare, con la Russia non più così favorita e adesso affiancata dal Brasile, un gradino dietro gli Usa, la stessa Serbia e l'Italia. Un mondiale che cattura gli italiani, con 3 milioni e 15mila spettatori davanti alla Tv per la sconfitta al tiebreak di sabato, con l'orso ex sovietico, e un 16% di share. I palazzetti sono gremiti, anche per le avversarie degli azzurri, con i picchi di 11.700 spettatori per la prima dell'Italia a Roma, al Foro Italico, e le tre sere da tutto esaurito al Forum milanese con 12.600 spettatori per volta. E manca ancora la fase più avvincente, da domani a Torino, a partire dalla tre giorni chiave di qualificazione alle semifinali.

Un Mondiale che finora, dopo l'ininfluente ma sontuosa vittoria di ieri sull'Olanda (3-1) ha consegnato all'Italia una sola sconfitta, al tie-break con la Russia appunto: «Con i nostri errori - ammette Zaytsev - le abbiamo regalato il secondo e il terzo set, la reazione è arrivata tardi e lascia rabbia, compensata dal passaggio del turno con il primo posto. Potevamo fare meglio, siamo vicini ma non abbastanza: se manteniamo costante il livello di gioco possiamo anche salire».

L'Italia aveva concesso il primo set ad Argentina e Slovenia, poi eliminate e di un livello inferiore, rispetto ai campioni d'Europa. «Fisicamente ci siamo - insiste il capitano -, però abbiamo regalato, soprattutto io sono uscito dalla partita, sbagliando filotti di azioni. Concedendo un break di 3-4 punti, i russi diventano forti e vanno a memoria. Si sottomettono nel punto a punto o tenendoli sotto di un paio di lunghezze. Verbov nel tiebreak ha salvato una palla impossibile, sotto rete gliel'ho detto, è stato straordinario, altrimenti saremmo arrivati sull'11-12».

Lo zar scherza, ma non sul pubblico. «E' come se anche la gente fosse uscita dal Forum, nel secondo e terzo set, merita una tiratina di orecchie. E' normale incendiarsi quando va tutto bene, avremmo bisogno di sostegno quando caliamo un po' perchè non riusciamo a tenere alta l'attenzione».

Il ct Blengini parla di Italia combattiva: l'obiettivo minimo è raggiunto. «Con una partita di anticipo, questo dimostra volontà e forza. Siamo umili e ambiziosi». Va migliorato il muro (solo 2 contro la Russia, dominante, sopra la rete) e poi c'è l'alternanza del secondo schiacciatore. Si cerca di ripetere l'argento della Grand Champions cup di un anno fa, unico podio dopo l'argento olimpico.