Deschamps e Mbappé, è storia Come Beckenbauer, come Pelé

Campioni del mondo da giocatori e ct: Didier con Franz e Zagallo Solo due teenager in gol in una finale: il mito brasiliano e Kylian

Come si dice «è qui la festa» in francese? I bleus battono 4 a 2 la Croazia e dopo vent'anni tornano in vetta al mondo.

Emozionatissimo Didier Deschamps, capitano di quella Francia che alzò la Coppa per la prima volta nel 1998 e che ora fa il bis da ct, entrando così nel privilegiatissimo club di coloro che hanno vinto il Mondiale sia da giocatore che da allenatore, insieme al brasiliano Zagallo e al tedesco Beckenbauer. Dopo le contestazioni e la delusione per l'Europeo 2016 perso in casa contro il Portogallo, il ct transalpino si prende una rivincita da sogno: «È tutto così bello, meraviglioso. Siamo partiti da lontano: non è stato sempre facile ma a forza di lavoro siamo qui, sul tetto del mondo. È stato molto doloroso perdere l'Europeo ma ci ha fatto crescere. Abbiamo esorcizzato questo evento. Questo momento di gioia è dei giocatori. Per 55 giorni abbiamo lavorato molto. Ora spetta loro l'incoronazione suprema. Siamo orgogliosi di essere francesi e di essere bleus. Lunga vita alla Repubblica di Francia». Ma ora ci si chiede: rimarrà su quella panchina o lascerà da trionfatore come il connazionale Zidane (che potrebbe sostituirlo)? Si saprà a festa finita.

Nel cielo bleu sopra Mosca, nonostante la pioggia, splende comunque ancora la stella di Mbappé, che ha incantato e ha messo ben in chiaro che il futuro sarà suo. Inoltre, il talento non ancora ventenne del Psg è il secondo teenager della storia a segnare nella finale di un Mondiale. Il primo fu un certo Pelé, che nel '58 realizzò a quasi 18 anni una doppietta alla Svezia.

Il numero 10, premiato come miglior giovane del torneo, è la punta di un diamante dal valore inestimabile. La Francia, infatti, pur non avendo giocato (è il caso di dire) del calcio champagne, può vantare una rosa dalla qualità incredibile, con giocatori eccezionali. Tra i tanti protagonisti, impossibile non citare almeno Griezmann, che si è confermato uno dei top al mondo: si è caricato la squadra sulle spalle ed è stato il vero punto di riferimento per tutti i compagni: «Non so dove sono... Sono davvero felice. Non vediamo l'ora di portare la coppa in Francia» ha esultato Le Petit Diable in estasi a fine gara.

Onore ai vincitori, ma tanti applausi anche ai vinti. Nonostante la comprensibile delusione, la Croazia può e deve essere orgogliosa per aver disputato un Mondiale incredibile, raggiungendo a prescindere un risultato storico. Grande merito va dato al ct Dalic, che si è seduto sulla panchina croata appena 9 mesi fa e ha rischiato di portarla per la prima volta nella sua storia in cima al mondo: «Voglio fare i complimenti alla Francia. Noi comunque abbiamo disputato un'ottima partita e siamo orgogliosi di ciò che abbiamo fatto» ha detto il ct dopo il match.

C'è poi, infine, il più deluso di tutti: Luka Modric, dal quale ci si aspettava tutt'altra partita. Il fuoriclasse del Real ieri non ha inciso e la sua nazionale ha sofferto pesantemente la sua giornata no. Luka, per quanto vale, può comunque alleviare un po' la tristezza con la conquista del titolo di miglior giocatore del torneo, un titolo comunque che baratterebbe senza dubbio con quella Coppa che poteva essere sua e dei suoi 4 milioni e mezzo di connazionali.