Detti, rotto il ghiaccio con un bronzo

Gabriele, terzo nei 400sl ai mondiali come a Rio: "Ma negli 800 sarà un'altra storia"

nostro inviato a Budapest

Se Superman dice che «non è finita» vuol dire che per la proprietà transitiva delle belle parole questo bronzo raro come fosse oro «è solo l'inizio». Oddio. Per la verità, sballottato a destra manca per le interviste e per dire e ripetere cose, Superman ha detto anche «la prossima volta farò quarto...». Dopodiché si è toccato quel che si deve e ha alzato lo sguardo al cielo pregando il dio del nuoto di scordare l'ultima frase. Anche perché domani sarà in vasca per le batterie degli 800 poi ci saranno i duecento della staffetta e, l'ultimo giorno, nientepopodimeno che i 1500 stile di re Paltrinieri.

Gabry Detti, gemello diverso di Greg e Superman che nuota tutto, ha portato dall'Italia la fotocopiatrice, stampando uguale gradino e uguale metallo un anno dopo Rio. Poi la fotocopiatrice si è inceppata e ha invertito l'ordine dei primi due: undici mesi fa in Brasile l'oro era andato all'australiano Mack Horton e l'argento al cinese Sun Yang. Qui l'esatto contrario. Fotocopiato anche il gelo di allora: il canguro con gli occhiali non aveva rivolto una parola al gigante dagli occhi a mandorla, «perché io non ho rispetto per gli ex dopati» la sua frase di allora, e a Budapest ha fatto stessa cosa. Per tutta risposta, Sun Yang (3.41.38 il suo crono contro il 3.43.85 di Horton e il 3.43.93 dell'azzurro) è passato nei corridoi sotto l'arena, ha visto Detti circondato dai giornalisti e gli ha fatto ciao ciao con la manina mostrando tanto affetto. «Per la verità mi ha fatto ciao ciao con la manina anche in vasca, però, non so, non voglio parlare di quelle questioni, so solo che mi sta pure simpatico Sun e forse col fatto che non gli parla nessuno, allora parla con me...» ha osservato Superman.

Un bronzo raro come oro il suo nei 400 stile, perché solo un'altra volta l'Italia del nuoto aveva centrato medaglia mondiale nella specialità, a Fukuoka, anno 2001, con Emiliano Brembilla. E bronzo era stato anche allora. Eppure, sotto il mantello di Superman qualcosa è cambiato. Basta osservare la gioia contenuta del ragazzone livornese che non si spiega solo con la differenza tra un metallo olimpico e uno iridato. Tanto più che due anni fa, per un virus, era stato costretto a saltare tra le lacrime la rassegna di Kazan «e la medaglia di oggi attenua la rabbia provata allora, quando mi era sembrata una ingiustizia enorme perdere tutto dopo essermi allenato così tanto. Ma non la cancella...».

Un bronzo che conta dunque, ma che dalle sue parole sembra solo preparatorio ad altro, quasi che il messaggio mandato alla patria natatoria sia altro, che la gara clou per lui non sia stata questa ma che lo saranno gli 800 di mercoledì. Una splendida sfida miscellanea di talenti e amicizie e rivalità. Perché in acqua ci saranno lui e Gregorio, perché ci sarà Sun Yang simpatico a lui e ci sarà Mack Horton amico stretto di Gregorio. «Saranno un'altra storia gli 800, questo è sicuro», conferma Detti. «Quanto ad oggi, ho riguardato passaggi e tempi con il Moro (Morini, suo tecnico ma anche zio) e bene così, più di questo non poteva venir fuori. Certo, con il mio crono e record italiano di Riccione (3.43.36) sarebbe stato argento però qui contava la medaglia e ho fatto gara su Horton. A proposito» sorride «mi hanno anche detto che sembrava fossi arrivato davanti io, però che ci posso fare se lui è più lungo e ha toccato prima. Colpa di mamma che mi ha fatto piccolo. E comunque lo ripeto: sono solo all'inizio, con questa gara e questa medaglia mi sono limitato a rompere il ghiaccio». Ecco. Una medaglia che all'Italia mancava da sedici anni è servita a Superman solo per rompere il ghiaccio. Questa è una frase che vale oro.